Perché l’Italia deve preoccuparsi se la Germania è in crisi

L'economia tedesca frena nel secondo trimestre e rischia di trascinare con sé l'Eurozona, Italia compresa

La prima economia europea, quella tedesca, ha rallentato più del previsto nel secondo trimestre 2019. Un dato allarmante che, con ogni probabilità, coinvolgerà anche gli altri paesi dell’Eurozona, Italia inclusa.

L’istituto di statistica di Berlino ha fatto sapere che il Pil della Germania ha registrato una contrazione congiunturale dello 0,1% dopo il +0,4% del primo trimestre. Andrew Kenningham di Capital Economics, all’agenzia Reuters ha dichiarato: “In buona sostanza, l’economia tedesca si trascina sull’orlo della recessione”.

Le notizie che giungono dalla Germania non sono incoraggianti e si inseriscono in un solco che comprende anche l’Italia, la cui economia conferma la crescita zero. Si tratta del secondo dato peggiore dopo quello di Berlino. Fanno meglio la Francia, che registra un +0,3%, e la Spagna, +0,7%.

Il dato macroeconomico dell’Eurozona mostra che a giugno la produzione industriale è crollata: Eurostat informa di un calo dell’1,6%, contro il +0,8% di maggio.

A pesare sulla frenata economica è soprattutto la guerra commerciale dei dazi in corso tra Usa e Cina. Una diatriba che riduce la domanda e quindi l’export globale dei paesi europei. In particolar modo la Germania deve fare anche i conti con la crisi dell’auto diesel.

Altra questione delicata riguardante il futuro economico dell’Eurozona è la Brexit. Se si verificasse l’uscita della GB dall’Unione senza accordo il 31 ottobre, l’export subirebbe un ulteriore colpo. Da questa situazione, naturalmente, non sfugge nemmeno l’Italia, le cui già deboli previsioni congiunturali potrebbero essere corrette.

Il rallentamento dell’economia tedesca, che di conseguenza trascina anche gli altri paesi europei, sta provocando non poca preoccupazione su quel che accadrà nei prossimi mesi. “Il calo che continua è spaventoso”, ha dichiarato l’economista della Bankhaus Lampe Alexander Krueger all’agenzia Reuters. “Probabilmente – ha aggiunto – una recessione nel settore manifatturiero continuerà a causa dell’escalation della disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti”.

“Più a lungo continua, più è probabile che altri settori dell’economia vengano trascinati giù. Le previsioni di crescita per la Germania saranno probabilmente ridotte nuovamente”, ha detto sempre Krueger, commentando i dati del secondo trimestre. Numeri che hanno evidenziato che la produzione industriale tedesca è diminuita dell’1,8% negli ultimi tre mesi presi in esame. I settori più colpiti sono quelli della produzione di metallo, macchinari e automobili.

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