Gentiloni a festa Tricolore di Reggio Emilia: “Non aver paura della nostra identità”

(Teleborsa) – Il Tricolore nacque 221 anni fa a Reggio Emilia, appunto il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.

E come ogni anno, la ricorrenza è stata festeggiata nella città che ha appunto dato il natale a quella che poi divenne ed è la bandiera simbolo dell’Italia. Nel 2017 fu il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il protagonista a Reggio Emilia delle celebrazioni dei due secoli di storia. Oggi, domenica 7 gennaio di un anno dopo, è stata la volta del Premier Gentiloni, con l’invito a tutti “a non aver paura dell’identità di italiani, a riscoprire il valore della parola Patria, e a non sottovalutare il grande valore di storia e cultura italiane, richiamato anche dai risultati record del turismo in Italia e delle esportazioni”. 

Gentiloni, al Teatro Ariosto, con “l’invito tutti a non aver paura della nostra identità e a riscoprire il valore della parola Patria”, ha voluto innanzitutto ricordare il ruolo di Carlo Azeglio Ciampi che da Presidente della Repubblica appunto “ha insistito tantissimo nel corso del suo settennato sui simboli dell’identità italiana. Una delle missioni che ha considerato più importanti della sua presidenza. E lui ricordava che il tricolore non è una semplice insegna di stato, è un vessillo di libertà, di una libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di uguaglianza, di giustizia, nei valori della propria storia e della propria civilta’”.

“Sempre più – ha sottolineato il Presidente del Consiglio – ci troviamo di fronte alla necessità di riscoprire con serena maturità il valore della parola patria, di un patriottismo repubblicano, fortemente radicato in Europa. Troppo spesso sottovalutiamo la forza e l’attualità della nostra storia, della lingua italiana, della creatività, dello stile, della bellezza del nostro Paese”.

Non a caso proprio ieri, come ha ricordato il Presidente del Consiglio, il Ministro dei Beni CulturaliDario Franceschini aveva reso noti alcuni dei dati di crescita della fruizione dei beni culturali, delle visite nei musei e nei luoghi di cultura del nostro Paese: 50 milioni di visitatori, un record di sempre in Italia, “così come andremo nel 2017 a dei dati record per il nostro export”.

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