Genova, dopo il disastro si cercano le cause del crollo di Ponte Morandi

(Teleborsa) – Dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, dopo le lacrime e il dolore ora si indaga sulle cause del disastro. 

All’origine del crollo  “una serie di concause” e non solo la rottura di uno strallo, come rivelato da Roberto Ferrazza, Presidente della Commissione ispettiva istituita dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per cercare di fare chiarezza sull’accaduto.  Al termine del sopralluogo sulle macerie, l’ipotesi è che “il ponte si sia prima piegato e poi sia caduto. Ci sono stati diversi fattori che hanno determinato il crollo del viadotto”.

L’architetto Ferrazza ha spiegato che “il ponte non è caduto nella sua proiezione: prima si è storto, poi è caduto. La Procura ha autorizzato le verifiche per la messa in sicurezza dei monconi di Ponte Morandi proposte da ANAS, dopo aver avuto il parere favorevole dei consulenti. Le verifiche verranno effettuate dai tecnici di Autostrade con i consulenti della Procura”. 

Dopo la tragedia in cui hanno perso la vita 43 persone, ora si pensa alla ricostruzione, dopo il dolore, la rabbia, lo sdegno, la commozione che ha accompagnato ifunerali di stato di sabato 18 agosto, ora Genova tenta di rialzarsi. Un CdM straordinario ha già stanziato nuove risorse per gestire l’emergenza di viabilità e trasporti, mentre oggi 20 agosto saranno 11 i nuclei familiari sfollati che riceveranno appartamenti pronti mentre nelle prossime settimane saranno sistemati altri 40 nuclei familiari, spiegano i  responsabili della struttura del Comune di Genova che si occupa delle assegnazioni. 

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