Generali studia la difesa sul tentativo di scalata di Intesa. Minali lascia con ricca buonuscita

(Teleborsa) – Riflettori ancora puntati su Generali, al centro di una intricata operazione di scalata “potenziale” da parte di Intesa Sanpaolo e di un parziale restyling della governance.

Il CdA del Leone di Trieste ieri sera si è chiuso con il benservito al direttore generale Alberto Minali, che va via con una ricca buonuscita di 5,77 milioni di euro più i bonus. Al suo posto subentrerà l’attuale CFO Luigi Lubelli, con delega solòo sulla gestione operativa, mentre le altre funzioni tornano in capo all’Ad Philippe Donnet.  

L’attenzione del mercato però è puntata sull’operazione di scalata potenziale di Intesa, che presenta ancora aspetti non chiari e contorni molto confusi. Sta di fatto che i titoli di Intesa (+1,74%) e Generali (+0,19%) continuano ad essere sollecitati in Borsa dalle ipotesi che via via si susseguono. Quel che è certo è che Ca’ de Sass ha confermato un interesse nei confronti della compagnia triestina, anche se l’operazione non avrebbe ancora elementi definiti e sarebbe ancora al vaglio dei suoi advisor UBS, McKinsey e Studio Pedersoli. Certamente non ne parlerà oggi l’Ad della Banca Carlo Messina, che ha disdetto anche la conferenza stampa dalla scaletta delle celebrazioni del decennale a Torino.

Se inizialmente si era tornato a parlare della possibilità di una scalata di AXA, i francesi hanno subito smentito i rumors, peraltro non inediti, di una combinazione delle due compagnie, mentre sarebbe successivamente emersa la figura di Allianz quale potenziale interessato in accordo con Intesa. Se le ricostruzioni degli esperti sono corrette, la banca torinese avrebbe messo gli occhi sul Leone alato, pensando di cedere una serie di asset esteri alla compagnia assicurativa tedesca. Di tutto questo avrebbero parlato i portavoce della banca ricevuti ieri alla Consob per circa tre quarti d’ora. 

E Generali resta inerme? A quanto pare la compagnia triestina starebbe già organizzando la sua difesa e sarebbe stata contattata, a questo proposito, da varie banche d’affari del calibro di Goldman Sachs, Citigroup, HSBC per stendere un piano di contrattacco. In tutta questa vicenda il perno sembra essere Unicredit, che controlla Generali attraverso Mediobanca, dato che la banca milanese è assillata dai propri affari, in primis l’aumento di capitale che in questi giorni l’Ad sta presentando in un roadshow internazionale. Fra le ipotesi in campo la cessione della quota in Piazzetta Cuccia, che potrebbe essere sollecitata dalla vigilanza della Bce per riallineare la sua patrimonializzazione e darebbe spazio ad Intesa di scattare all’attacco di Mediobanca e quindi di Generali.

Intanto, oggi saranno sentiti dalla Consob anche i portavoce di Unicredit e Generali. 

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