Generali Ivestments, l’outlook 2021 fra riparazione post pandemia e disperazione

(Teleborsa) – Il 2021 sarà un anno di rinascita dedicato alla “riparazione dei danni causati da Covid-19” in vista di una “progressiva normalizzazione della società verso l’estate”. Tuttavia, resterà ancora molto di cui disperarsi: l’economia vedrà una ripresa inferiore al potenziale, con un’occupazione in lento recupero.

In questo quadro gli investitori dovranno fare i conti con la caduta nei futuri rendimenti degli investimenti, mentre le nuove strategie delle banche centrali cambieranno il paradigma di investimento: minore volatilità dei tassi, valutazioni cross-asset estreme, correzioni più frequenti e minori benefici da diversificazione.

In questo quadro, Vincent Chaigneau, Head of Research di Generali Insurance Asset Management, avverte che “il 2021 non sarà un viaggio tranquillo”.

Il nuovo paradigma di investimento

La crisi senza precedenti sperimentata quest’anno ha prodotto radicali cambiamenti nelle strategie di politica monetaria delle banche centrali: la FED manterrà i tassi vicini allo zero per anni e – secondo la view di Generali Insurance AM – la BCE adotterà un nuovo obiettivo di inflazione alla conclusione della sua revisione strategica in estate.

Questa strategia delle banche centrali porterà alla creazione di un nuovo paradigma di investimento, in cui i tassi reali sono bloccati a livelli molto bassi. Vi saranno quindi quattro implicazioni: tassi bassi e con limitata volatilità, a supporto delle strategie di carry; bassi tassi reali si riverseranno su altre classi di attivo, rendendo le valutazioni degli asset generalmente elevate; correzioni più frequenti; diversificazione del portafoglio compromessa. In questo contesto, le strategie di copertura diventano sempre più importanti e devono trovare posto al centro dell’approccio di investimento.

L’analista vede quindi uno “spazio limitato” per un aumento dei rendimenti delle obbligazioni il prossimo anno, ancor di più negli Stati Uniti dove l’inflazione è sostanzialmente più elevata che nell’Area Euro.

Con rendimenti obbligazionari limitati, Chaigneau conferma una posizione di underweight sui titoli governativi, con ulteriore spazio di irripidimento, soprattutto nei segmenti a 10-30 anni, eccetto che per i mercati sovrani non in Euro, che offrono una ripresa dei rendimenti, sia nei mercati più maturi che tra gli emergenti, anche su base FX-hedged.

Posizione ancora overweight sul credito, ma di intensità minore poiché questo segmento offre oggi meno opportunità. Gli spread Investment Grade sono tornati ai livelli pre-crisi ed è ora probabile che si dirigano verso i minimi del 2018. “Scendiamo lungo la scala di rating, fino a BB, – si sottolinea – e ancora apprezziamo titoli Ibridi e AT1 per il carry e i rischi limitati. Le insolvenze dei titoli High Yield aumenteranno, ma il picco sarà molto inferiore rispetto allo scenario post Grande Crisi Finanziaria (5-6% in Europa, contro 8-9%)”.

L’anno partirà con una posizione di overweight sull’azionario ed una propensione verso titoli Ciclici e Value. “Vediamo molto margine di recupero per le valute e le azioni dei mercati emergenti. Il Dollaro, anticiclico, rimane ribassista ma la caduta rallenterà man mano che la ripresa diventerà meno incentrata sulla Cina”.

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