Gasdotto TAP, dietrofront non più percorribile per alto costo recesso

(Teleborsa) – Il gasdotto TAP va fatto e non c’è modo di tornare indietro, nonostante la contrarietà del Movimento 5 Stelle alla realizzazione dell’opera, deputata a portare il gas dal Caucaso fino in Puglia passando per la Grecia, per redistribuirlo poi verso il centro Europa.

Come noto il M5S ha espresso da sempre un parere negativo al TAP, così come alla TAV ed al terzo Valico. Ma non è contraria l’ala leghista del governo, come conferma l’affermazione di Salvini: “Sulle infrastrutture non torniamo indietro”.

Ad ammettere che ormai è troppo tardi per fare dietrofront è il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che ammette “abbiamo le mani legate” a causa del costo troppo alto di un recesso in questa fase.

“Nelle prossime 24-36 ore prenderemo una decisione”, ha detto ieri sera 15 ottobre 2018 il Ministro, ammettendo che “il sentiero è molto stretto”.

Lezzi ha spiegato che la TAP “resta un’opera non strategica scelta da un altro governo e agevolata da un altro governo”, ma l’analisti ha evidenziato un “costo troppo alto che dovremmo far pagare al Paese” e “non possiamo permettercelo per senso di responsabilità”.

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