Gas, al via i lavori al Nord Stream 1: forniture all’Italia ridotte di un terzo

(Teleborsa) – Gazprom ha comunicato che per la giornata di oggi fornirà a Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi/giorno, rispetto a una media degli ultimi giorni pari a circa 32 milioni di metri cubi/giorno. È quanto si legge in una nota dell’aziende energetica italiana che ha aggiunto che fornirà ulteriori informazioni in caso di nuove e significative variazioni dei flussi.

Iniziano oggi infatti i lavori di manutenzione del Nord Stream 1 che dovrebbero durare 10 giorni, quando il gasdotto dovrebbe riprendere a funzionare regolarmente. Il condizionale però è d’obbligo perché in tanti in Europa ritengono molto probabile l’opzione che Mosca approfitti dell’occasione come pretesto per chiudere definitivamente le forniture. Il ministro francese Bruno le Maire ha esortato l’Europa a “prepararsi” mentre il collega tedesco Robert Habeck non ha nascosto di ritenere possibile uno stop completo proprio a partire da oggi.

In particolare, in Germania cresce il timore di un taglio completo dei rifornimenti del gas russo e si immagina che il prossimo inverno sarà “freddo, buio e caro”, come ha titolato l’edizione weekend del giornale economico Handelsblatt, immortalando una porta di Brandeburgo resa bluastra dal ghiaccio.

Intanto il Canada ha deciso di restituire le turbine destinate al gasdotto russo Nord Stream alla Germania per alleviare la crisi energetica con la Russia, nonostante la richiesta dell’Ucraina di non “sottomettersi al ricatto del Cremlino”.

Le turbine sono attualmente nelle officine del Gruppo Siemens vicino a Montreal, in Quebec. “Il Canada concederà a Siemens un permesso revocabile e limitato nel tempo per consentire alle turbine Nord Stream 1 riparate di tornare in Germania, supportando la capacità dell’Europa di accedere a energia affidabile e conveniente”, ha dichiarato il ministro delle risorse naturali del Canada, Jonathan Wilkinson, che ha aggiunto: “Senza la necessaria fornitura di gas naturale l’economia tedesca avrà difficoltà molto significative e gli stessi tedeschi potrebbero non essere in grado di riscaldare le loro case con l’avvicinarsi dell’inverno”.