Garante Privacy, Stanzione: “Necessario tutelare la persona dall’invasività delle nuove tecnologie”

(Teleborsa) – “La protezione dei dati è sempre più importante, soprattutto con riferimento alla sicurezza sul lavoro. L’Autorità si è sempre preoccupata di coniugare il profilo della salute pubblica con la privacy, un segno emblematico è rappresentato anche dal Green pass, il cui obiettivo è la tutela della sicurezza individuale e della collettività”. È quanto ha affermato Pasquale Stanzione, presidente del Garante per la protezione dei dati personali, in occasione della presentazione del Rapporto sulla Sicurezza Stradale Dekra 2021 che ha visto l’assegnazione del premio Dekra Safety Award 2021 all’Autorità.

“Dekra Safety Award”, cosa rappresenta per il Garante Privacy questo premio?

“È un riconoscimento gradito, apprezzato, per l’attività svolta dal Garante. Ci fa particolarmente piacere che Dekra quest’anno abbia dedicato il Rapporto sulla Sicurezza Stradale agli anziani perché l’Autorità Garante si muove, tra le altre cose, a tutela delle persone
vulnerabili, dunque anziani, minori, malati, disabili, e così via. Questo proprio perché quella tutela integrale della persona umana non fa distinzioni – e non può che essere così – di età, di condizioni fisiche o psichiche delle persone. Tutte le persone relativamente ai loro dati personali, che costituiscono più pezzi della loro personalità, sono titolari di questi stessi dati e come tali devono essere tutelate, con un profilo che è opportuno sottolineare. Noi ci troviamo in presenza di nuove tecnologie ma forse se ci muoviamo nella prospettiva di funzionalizzare, di rendere strumentale la tecnologia rispetto alla persona, noi avremmo fatto un passo avanti in termini
di consapevolezza, in termini di tutela vera della persona, a riguardo anche di una sorta di invasività delle nuove tecnologie. Per non parlare dell’intelligenza artificiale che con i suoi algoritmi è il tema del futuro”.

In un mondo dominato dal digitale quali sono le principali criticità che riscontrate nella tutela di dati personali?

“Il tema, come dicevo, si raccorda immediatamente alla presenza degli algoritmi i quali, come tutte le innovazioni, possono essere utilissimi se correttamente utilizzati. Se essi servono, come intelligenza artificiale, a individuare delle terapie e, dunque, a curare delle malattie, penso soprattutto alle malattie neuro degenerative, questo è importante. Vi deve, però, essere sempre un limite, una barriera oltre la quale non si può fare tutto ciò che è possibile fare. Vi deve essere, vale a dire, una valutazione giuridicamente ed eticamente sostenibile relativamente alle nuove tecnologie. E qui il discorso si amplia perché sono in giro progetti come Neuralink che con l’introduzione di un chip nel cervello cerca di etero determinare la stessa formazione della volontà della persona, la sua autocoscienza. Un limite considerato fino adesso invalicabile. Questi sono profili indubbiamente inquietanti che richiedono la nostra attenzione per salvaguardare ciò che vi è di veramente umano. E la formazione del pensiero, il cogito ergo sum cartesiano, è il massimo che si debba tutelare proteggere”.

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