G7 Taormina, si cerca la strada della mediazione

(Teleborsa) – “Forse la scelta di Taormina e della Sicilia già dice quanto sia importante per noi il rapporto con l’Africa. Ci troviamo nel cuore del Mediterraneo, un mare in cui convergono tradizioni, storie, fedi religiose e tre continenti. Oggi la discussione con l’Africa si concentra sull’esigenza di una partnership a tutto campo tra i Paesi del G7, l’Africa e le organizzazioni internazionali, con al centro l’obiettivo dell’innovazione e dello sviluppo del capitale umano”. E’ con queste parole che il Premier, Paolo Gentiloni ha aperto la seconda e conclusiva giornata di lavoro del G7 di Taormina: con la cerimonia di benvenuto ai Paesi invitati per la sessione “outreach” (Etiopia, Kenya, Nigeria, Niger e Tunisia) e alle organizzazioni internazionali.

Nella notte sono proseguiti i tentativi di mediazione tra i 7 Grandi. I lavori di ieri, 26 maggio si sono conclusi con un accordo sulla lotta al terrorismo ed un compromesso sui migranti, ma non è stata trovata l’intesa sul clima. Il vertice dei capi di stato, aveva all’ordine del giorno temi di cruciale importanza: economia mondiale, politica estera, sostenibilità ambientale e sicurezza dei cittadini. Prima volta per il Premier italiano, Paolo Gentiloni il Presidente francese, Emmanuel Macron, per la Premier inglese Theresa May e per il Presidente USA, Donald Trump.

I colloqui riprenderanno oggi, 27 maggio. I contrasti ancora ci sono e gli USA prendono tempo. “Resta sospesa la questione sull’accordo di Parigi sul clima rispetto al quale il presidente Trump ha in corso una riflessione interna di cui gli altri Paesi hanno preso atto”, ha dichiarato il Premier italiano Paolo Gentiloni, nonostante la posizione ambiziosa della Francia su questa tematica.

Sul nodo migranti, il Presidente Donald Trump e la delegazione hanno preteso di ridimensionare l’ambiziosa dichiarazione, fortemente voluta dall’Italia, acconsentendo all’inserimento di soli due paragrafi nel comunicato finale del vertice. I Capi si stato e di Governo sono stati tutti d’accordo nel trattare il problema in un’ottica globale, con gli Stati Uniti che hanno chiesto attenzione anche ai profili della sicurezza.

Semaforo verde per la lotta al terrorismo. Rifacendosi agli ultimi fatti di Manchester, i leader  si sono detti tutti pronti a “rinvigorire gli sforzi per trasformare gli impegni in azioni”.

Taormina per l’occasione si è trasformata in fortezza. Quasi diecimila gli uomini in campo e sette check point con metal detector per garantire la massima attenzione anche per la manifestazione di protesta annunciata dai movimenti antagonisti. La macchina di sicurezza era già partita il 25 maggio  alla vigilia del vertice con le ingenti misure predisposte dal Viminale.

G7 Taormina, si cerca la strada della mediazione
G7 Taormina, si cerca la strada della mediazione