G7 Taormina: bilancio non troppo esaltante per “i sei”. Merkel “insoddisfatta”

(Teleborsa) – Incontro di Taormina condotto all’insegna del “6 contro 1”, dove “l’1” Donald Trump da solo è riuscito a ben difendere la propria porta dagli assalti forse non ben orchestrati e in sostanza poco concludenti dei partner a convegno. E l’impegno dei “Sette grandi” a combattere il protezionismo e quello di mantenere aperti i nostri mercati non fa certo salire al positivo al bilancio del G7 di Sicilia conclusosi ieri dopo 2 giorni di lavori: c’è voluta una sostenuta discussione per convincere Trump, che tuttavia in un modo o nell’altro è riuscito con qualche “distinguo” a ottenere ciò che gli stava più a cuore: l’impegno a opporsi a “tutte le pratiche scorrette del commercio”.

L’accordo per la lotta al terrorismo, come ha ribadito il nostro premier Gentiloni, è stato a suo dire il punto di maggior successo, nonostante che i leader del G7 nel documento finale “riaffermano il diritto sovrano degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i loro confini e a stabilire politiche nel loro interesse nazionale e per la sicurezza nazionale”. La conferma della linea Trump dei muri e delle quote. 

E’ la linea che Paolo Gentiloni aveva cercato di combattere con tutte le sue forze d’intesa con la Merkel, convinti entrambi che vada favorita piuttosto la politica della prevenzione col sostegno dei Paesi di origine dei migranti. Solo poche righe, alla fine, con l’accenno agli investimenti in Africa, che sono “un’importante strumenti per spingere gli investimenti nel continente”. In ogni caso, per Gentiloni, “il messaggio importante è che il G20 si concentrerà più sull’attrazione degli investimenti. Quello che conta è che l’Africa sia ancora al centro delle nostre agende”.

Chiusura completa, invece, sui cambiamenti climatici, tema tanto caro a tutti i sei dei sette Paesi del G7, ma su cui in Presidente Usa non ha voluto sentir ragioni, chiedendo diplomaticamente “tempo per decidere. “Prenderò la mia decisione sull’Accordo di Parigi sul clima la prossima settimana!”, ha scritto su Twitter Donald Trump. Un’anticipazione, quella di Trump, che è stata poi ribadita nella dichiarazione finale del Summit dove si legge che “gli States sono nel processo di revisione delle loro politiche sul cambiamento climatico e sull’accordo di Parigi e non sono nelle condizioni di unirsi agli altri Partner”.

Prendendo atto di questo, i leader di Canada, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone e i rappresentanti UE da parte loro “riaffermano il loro forte impegno per una rapida applicazione dell’accordo di Parigi”. Un nulla di fatto, dunque, che ha deluso profondamente la Cancelliera tedesca Merkel, tanto da farle poi dire apertamente che si è trattato di un “G7 molto insoddisfacente.

Concessione Usa anche sull’aumento delle sanzioni alla Russia, se non rispetterà gli accordi di Minsk; di valutarne delle nuove per la Corea del Nord, insieme alla richiesta a Russia e Iran di “fare di tutto per usare la loro influenza” per porre termine alla guerra in Siria e di “liberare dall’Isis i territori conquistati. 
 
 
 
 

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