G20, Draghi porta a casa un “successo” sul clima ma non c’è data

(Teleborsa) – Il G20 di Roma si chiude cn due importantissimi risultati: la global tax ed il clima. Nella prima giornata i leader delle venti più grandi economie mondiali, riuniti all’Eur, a Roma, hanno raggiunto l’accordo sulla global minimum tax, che andrà a colpire multinazionali e colossi del web, arginando la piaga dell’elusione fiscale. Il nuovo regime entrerà in vigore nel 2023.

I leader dei Venti hanno approvato entrambi i pilastri dell’accordo già raggiunto in seno all’OCSE: una aliquota minima del 15% e la possibilità tassare le imprese con almeno 20 miliardi di fatturato nei Paesi dove realizzano il proprio fatturato mediante redistribuzione del gettito. Ciò significa che dal 2023 le grandi multinazionali saranno assoggettate ad una aliquota del 15%, ovunque queste spostino la loro sede, e che i benefici stimati in 125 miliardi di dollari andranno a spalmarsi fra tutti i Paesi aderenti.

L’altro grande risultato al secondo giorno di vertice è quello sul clima, incassato proprio mentre prende il via la Cop26 di Glasgow. I Venti hanno firmato l’impegno a mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, riconoscendo anche he è scientificamente dimostrata la necessità di intervenire.

Un accordo che il Premier Mario Draghi ha definito “un successo”, anche se non c’è una data precisa per il raggiungimento dell’obiettivo Net Zero (zero emissioni nette). La data del 2050 è stata sostituita da un più generico “entro o attorno a metà secolo”.

Draghi, nella conferenza stampa conclusiva del vertice, ha sottolineato che “non è stato facile raggiungere questo accordo”, ma l’intesa di Roma “getta le basi per una ripresa più equa”. Il Premier ha spiegato che l’accordo “il senso di urgenza c’è ed è stato condiviso da tutti” e che “c’è stato anche un impegno a non intraprendere politiche di emissioni che vadano contro il trend che tutti si sono impegnati ad osservare fino al 2030”. Uno dei principali risultati di questo vertice – ha spiegato – è lo stop al finanziamento delle centrali a carbone entro il 2021. “Abbiamo gettato le basi per una ripresa più equa e trovato i nuovi modi per sostenere i Paesi nel mondo”, ha affermato Draghi, spiegando “609 miliardi sulla base dei diritti speciali di prelievo sono dedicati per la prima volta ai Paesi più vulnerabili”.

In chiusura del vertice il Premier ha anche annunciato che l’Italia “triplicherà l’impegno finanziario a 1,4 miliardi l’anno per i prossimi 5 anni” a beneficio del fondo green sul clima.

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