G.B. elezioni: May verso i 318 seggi perde ma non si dimette. Maggioranza possibile con Unione Nord Irlanda

(Teleborsa) – L’azzardo di Theresa May è fallito. Il premier inglese perde la scommessa lanciata di andare alle elezioni anticipate con lo scopo di avere così le mani libere nei negoziati con Bruxelles per l’uscita del Regno Unito dall’UE. Il partito conservatore del primo ministro ottiene con un massimo di 318 meno seggi delle consultazioni precedenti. Ma la May non avrebbe intenzioni di dimettersi, in quando la maggioranza dei 326 seggi necessari per governare potrebbe essere ottenuta con l’appoggio dei circa 10 eletti nell’unione dell’Irlanda del Nord.

Ma il leader laburista Jeremy Corbyn invita ripetutamente l’avversaria a “lasciare”.

In effetti May è prima, ma non ha la maggioranza assoluta per governare. Una vittoria risicata che sembra più una sconfitta bruciante e che rende più complicata la strada per la Brexit. Il bottino dei Tory si ferma ben lontano dai 326 seggi necessari per avere la maggioranza: mentre manca ancora il risultato di alcuni seggi per il dato ufficiale, i conservatori potrebbero infatti attestarsi sui 319 eletti.

Già dagli exit poll si capiva che i timori della vigilia erano fondati e che per il premier le cose non si mettevano bene. Al contrario di quanto accadeva per l’avversario laburista Corbyn, che ha guadagnato terreno.

Il risultato delle urne rende difficile formare un Governo, ma circola la voce di una disponibilità degli eletti dell’Unione dell’Irlanda del Nord a dare una mano alla May. I Liberal Democratici che hanno ottenuto 12 seggi hanno escluso la possibilità di una coalizione né col Labour né coi Tories perché entrambi sono in favore di una “hard Brexit”.

Affluenza oltre il 68% è cresciuta di due punti, rispetto al 2015. 

Brusco crollo della sterlina già scatenato dai primi exit poll.

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