I primi furbetti del reddito di cittadinanza al vaglio della GDF

Reddito di cittadinanza e furbetti, ma la Guardia di Finanza ha iniziato ad effettuare i primi controlli

Ed è subito “caccia al reddito di cittadinanza”: l’importo dell’assegno, che può variare in base ai requisiti del beneficiario, ha già destato l’attenzione di molti italiani “furbetti”.

Dei magheggi continui a scapito dello stesso Stato, sono piene le pagine di cronaca dei giornali. C’è chi si aggrappa ai sussidi, all’esenzione dai ticket sanitari, alle borse di studio anche quando non potrebbe accedervi per diritto. Insieme formano il popolo dei “furbetti”, una “tradizione” che accompagna il Bel Paese e l’evolversi della nazione.

Stando inoltre ai primi controlli effettuati dalla Guardia di Finanza per quanto riguarda le prestazioni sociali agevolate, è emerso un dato allarmante e che ha rilevato come solo nella prima metà del 2018, su dieci persone 6 erano falsi poveri.

In questo contesto, anche il reddito di cittadinanza che dovrebbe partire da aprile 2019, rischia di diventare un piatto appetitoso per molti furbetti. Le domande per la richiesta del sussidio inviate dai richiedenti, saranno oggetto di controllo da parte dell’INPS – che predisporrà il modulo da compilare – in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza.

Tra i requisiti per poter ricevere l’assegno c’è quello dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che non dovrà essere superiore ai 9.360€. Un primo “ostacolo” che potrebbe però portare alcuni furbetti a tentare di intraprendere la strada del divorzio. Quest’ultimo consentirebbe – almeno in teoria – di andare al di sotto della soglia richiesta. Tuttavia i coniugi, se continuano ad abitare sotto lo stesso tetto, restano nello stesso nucleo familiare anche a separazione avvenuta.

Da qui al cambio di residenza è un attimo ed è proprio quello che pare sia avvenuto – gli elevati numeri registrati lo confermerebbero – nelle città di Palermo, Savona e Napoli. Un fenomeno che ha allertato i vigili urbani che hanno iniziato ad effettuare i primi accertamenti: nel controllare se ai nuovi indirizzi abitasse davvero qualcuno, è emerso che 1 volta su 4 non c’era nessuno all’interno dell’abitazione.

Altro requisito per ricevere il reddito di cittadinanza è quello relativo alla soglia del reddito annuale e che non deve essere superiore ai 6.000€ l’anno. E anche qui, in aiuto dei furbetti, accorre il lavoro nero, una delle più grandi piaghe italiane. Non lascia tracce e si può sommare al reddito di cittadinanza senza alcun problema. Un dato allarmante per l’Italia, lì dove l’evasione fiscale arriva a sfiorare la somma dei 110 miliardi di euro.

Insomma, i furbetti potrebbero essere già in azione, ma come fissato dallo stesso decreto, chi dichiara il falso rischia dai due ai sei anni di reclusione. La situazione è ora al vaglio della Guardia di Finanza.

I primi furbetti del reddito di cittadinanza al vaglio della GDF