FS Italiane, la sostenibilità ambientale scelta vincente per competitività paese

(Teleborsa) – “L’Italia è uno dei Paesi in cui il cambiamento climatico sta producendo danni estremamente significativi”, ha evidenziato Gioia Ghezzi, Presidente di FS Italiane, nel corso del suo intervento al tavolo tecnico “Un Paese sostenibile: investimenti, assicurazione sul futuro” dell’Assise 2018 di Confindustria, in corso a Verona, dedicato al tema del cambiamento climatico e alla necessità, per le imprese italiane, di avviare da subito azioni concrete per azzerare le emissioni di CO2 e gli altri gas serra. 

“Sentiamo, come Gruppo FS Italiane, una fortissima responsabilità sul fronte della sostenibilità ambientale e nella sfida per  l’azzeramento delle emissioni in atmosfera di CO2, con obiettivi nel medio e lungo termine. Ci stiamo impegnando a coinvolgere tutti gli attori del settore del trasporto collettivo affinché i bisogni di mobilità sia delle persone sia delle merci, in Italia e in Europa, possano trovare quanto prima risposte concrete e pienamente sostenibili. In questa direzione vanno azioni come l’incorporazione nel Gruppo di Anas e l’adesione al Global Compact”.

“Il mondo industriale mondiale ha a disposizione al massimo 20/30 anni per ridurre progressivamente le emissioni in atmosfera, fino ad azzerarle completamente, e per generare tecnologie carbon negative. Se consideriamo l’entità degli interventi necessari per cambiamenti così profondi, che in taluni casi significano rivisitare completamente intere filiere produttive, il tempo a disposizione è brevissimo. Servono azioni immediate”, ha proseguito la Presidente Ghezzi.

“Per le imprese occorre un impegno diretto immediato, rispetto al quale il sistema associativo di Confindustria può giocare un ruolo fondamentale di coordinamento e di supporto”, ha aggiunto la Ghezzi, sottolineando l’importanza del ruolo di stimolo che può svolgere Confindustria nei confronti del Governo italiano, affinché induca e agevoli il cambiamento in tempi brevi: dichiarando esplicitamente i target italiani COP 21, anche attraverso direttive regolatorie; ripensando il sistema di incentivi e disincentivi in modo da supportare le produzioni sostenibili e la transizione delle imprese – specie medio piccole – che sono pronte ad impegnarsi e investire sul cambiamento; assumere un ruolo di leadership in Europa su questi temi, a fianco degli altri paesi, come la Francia, che si stanno dimostrando sensibili e attivi.

 

 

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