Frecciarossa 1000 in Vaticano su linea internazionale più corta del mondo

(Teleborsa) – Ferrovia vaticana, ovvero il collegamento internazionale più corto del mondo, per un totale di 1270 metri, con solo 200 di binari all’interno della Santa Sede. Binari che saranno pressoché occupati sabato 3 giugno dal Frecciarossa 1000 utilizzato per il Treno dei Bambini” che portera in visita a Papa Francesco questa volta i piccoli dei territori terremotati del centro Italia per regalare loro un po’ di sorriso grazie all’iniziativa promossa dal “Cortile dei Gentili” in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane, che dal 2013 si ripete ogni anno.  

Le rotaie che collegano la Capitale d’Italia allo Stato della Città del Vaticano si staccano dai binari di Rete Ferroviaria Italiana dalla Stazione di Roma San Pietro, all’intersezione tra la ferrovia Tirrenica e la ferrovia Roma-Capranica-Viterbo. Da qui, su un viadotto a otto luci sulla valle del Gelsomino che supera la via Aurelia e il viale Vaticano, la parte italiana della ferrovia si arresta “al confine” in corrispondenza di un varco posto lungo le Mura leonine. Un pesante cancello scorrevole di metallo dall’apertura decisa e manovrata da operatori della Santa Sede permette ai convogli l’entrata nella Città del Vaticano, dove sorge la stazione ferroviaria. Poi la linea prosegue in trincea per 110 metri, terminando in una galleria di 97 metri utilizzata come asta di manovra.

I lavori per la costruzione della ferrovia vaticana cominciarono nel 1929, poco dopo la firma dei Patti Lateranensi, e furono completamente finanziati dall’Italia. Nel 1933, in seguito a una convenzione tra Italia e Santa Sede ratificata l’anno successivo, la gestione della parte in territorio vaticano passò sotto l’autorità di quest’ultima, mentre il tratto italiano rimase sotto gestione delle Ferrovie dello Stato. I primi collaudi ebbero luogo già nel 1932, ma la linea fu inaugurata solo nel 1934.

La prima locomotiva per il collaudo dei binari entrò in Vaticano nel marzo 1932, ma soltanto il 12 settembre 1934 fu effettuato lo scambio delle ratifiche della Convenzione ferroviaria tra “i due Paesi”e il 2 ottobre 1934 i Rappresentanti del Ministero dei Lavori Pubblici procedettero alla consegna della parte della ferrovia che si trova all’interno delle mura della Città del Vaticano ai Rappresentanti dello Stato della Santa Sede. La parte in territorio Italiano venne subito dopo consegnata a quelli delle Ferrovie dello Stato italiane.

Contemporaneamente alla realizzazione della ferrovia fu costruita la stazione di Città del Vaticano, progettata dall’architetto-ingegnere Giuseppe Momo, caratterizzata da un sontuoso fabbricato viaggiatori.  Realizzata tra il 1929 e il 1932, la stazione è attualmente chiusa al servizio passeggeri ed è adibita in parte a centro commerciale e in parte a Museo. L’edificio è rivestito all’esterno di travertino, da pilatri rettangolari e da colonne ioniche e sormontato dallo Stemma di Papa Pio XI sorretto dall’opera “Dal pensiero e dall’Azione”, dello scultore Eduardo Rubino. La stazione dispone di 2 binari passanti, uno solo dei quali servito da banchina, oltre a un tronchino di sosta.

La linea è stata costruita a doppio binario. Ma per i lavori di rinnovo e di adeguamento degli impianti effettuati in previsione del Giubileo del 2000, fu deciso di smantellare il binario orientale del viadotto per lasciare spazio a un itinerario pedonale, chiamato “passeggiata del Gelsomino”.

Dal 27 settembre 2013 la parte in territorio italiano della ferrovia è stata elettrificata da RFI con rete aerea di alimentazione a 3.000 Volt in corrente continua. L’elettrificazione termina nella parte del viadotto che sovrappassa la via Aurelia, poco prima del cancello scorrevole di confine. Per i movimenti all’interno della zona vaticana è necessaria la trazione termica.

 

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