Forum Pietrarsa 4, D’agostino: “Non solo Porto ma anche ferrovia e ambiente”

(Teleborsa) – Quarto Furum “Pietrarsa” a Triestesul tema: “La sfida del mercato Eurasiatico – Il corridoio Intermodale adriatico per il rilancio dell’industria italiana. Un appuntamento organizzato da Assoferr, dove sono convenuti tutti gli operatori del settore trasporti, assieme ai rappresentanti istituzionali, per discutere delle opportunità offerte dal mercato Eurasiatico e dalla Via della Seta. In occasione dell’evento, Teleborsa ha intervistato Zeno D’Agostino, Presidente Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Orientale Mare Adriatico Orientale.

Pietrarsa 4 qui a Trieste nei 300 anni dalla fondazione del porto.

“Partirei dal fatto che questo è un evento che ha un nome molto suggestivo. Pietrarsa è uno dei posti più belli dal punto di vista della ferrovia storica, ma lo è anche Trieste: noi in questo momento abbiamo un museo ferroviario bellissimo su cui la Fondazione FS sta investendo dei soldi. E quindi penso che sia un bellissimo gemellaggio tra città che hanno una tradizione storica ferroviaria importante seppur con origini diverse, nel senso che questa di Trieste era legata all’impero austroungarico e quella di Pietrarsa al Regno d’Italia”.

Commentando la scelta di organizzare il Forum a Trieste, D’Agostino ha affermato che “Trieste oggi, non solo il Porto, è una delle capitali delle ferrovie e del trasporto ferroviario merci. Abbiamo numeri che crescono continuamente e non aumenta solo il dato assoluto dei treni, ma aumenta anche il dato relativo, nel senso che noi oggi per esempio nel trasporto container abbiamo già raggiunto il 55% della movimentazione ferroviaria merci. Ciò significa che l’obiettivo che ci siamo dati a livello europeo di raggiungere entro il 2050 il 50%, qui a Trieste, nel 2019, l’abbiamo già superato”.

Lei è uno dei principali protagonisti del rilancio della Via della Seta.

“Spero di essere uno dei protagonisti del rilancio di Trieste, di una portualità italiana che finalmente comincia a battere qualche colpo nei confronti della grande portualità del Nord Europa. Che poi questo sia integrato, da una parte, con i grandi flussi che vanno verso il Far East e, dall’altra, con tutti i flussi che coinvolgono il Centro e l’Est Europa, questo è un altro discorso. La Via della Seta la lascerei ai cinesi. Trieste ha una sua visione. Se la Via della Seta si incrocia con la visione di Trieste siamo felici, se non si incrocia siamo felici lo stesso.

Importanti obiettivi e anche sul piano ambientale

“Sì, perché nel momento in cui si raggiungono i numeri, non conta solo la quantità, ma conta tantissimo la qualità. Trieste, come tanti porti italiani ed europei, è un porto inserito nella città. La città ha bisogno del porto ed il porto ha bisogno della città. Quindi bisogna anche avere un impatto ambientale che sia all’altezza di una città bella come Trieste. Questo lo dico perché stiamo vedendo, insieme ai nostri operatori, di ridurre al massimo gli impatti, per esempio delle emissioni, in quanto dal 1° gennaio 2020 ci sono già delle scadenze
importanti per quanto riguarda le emissioni marittime a livello di Mediterraneo. Siamo già in anticipo con tutta una serie di parametri che riguardano appunto le emissioni delle navi: già tutti i traghetti che arrivano sul porto sono dotati di scrubber e quindi da questo punto di vista non hanno questo tipo di problema. Il nostro Porto ha la Ferrovia nel suo DNA, basti pensare che nel settore dei container collegato a tutto il traffico intercontinentale con il Far East, ben il 55% del movimento che sbarca o si imbarca a Trieste usa la ferrovia. Questo indicatore è in continua crescita e già oggi supera la quota del 50% che l’Unione Europea ha posto come obiettivo di trasferimento modale del traffico europeo merci per il 2050. Ci sono poi altri tipi di impatto, ad esempio l’impatto della ferrovia sul territorio – la ferrovia è rumorosa – e nel giro di quattro anni abbiamo raddoppiato il numero dei treni ed i rumori quindi raddoppiano di conseguenza. Con RFI stiamo vedendo questo tipo di cose, perché in molti casi i rumori non rientrano all’interno di quello che è il perimetro del porto, ma riguardano altre aree, anche se è il porto a originare questi problemi. Lo sappiamo e penso che sia uno dei temi fondamentali su cui dobbiamo e stiamo lavorando “.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Forum Pietrarsa 4, D’agostino: “Non solo Porto ma anche fe...