Forum Bce, Juncker: “Regole Ue vanno rispettate da tutti. Ma serve flessibilità”

(Teleborsa) – “Le regole Ue di bilancio per quanto complesse devono essere rispettate da tutti”. È il messaggio lanciato dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker dal Forum della Bce 2019 sul ventennale dell’Unione Economica e Monetaria, a Sintra, in Portogallo.

Nel suo intervento Juncker ha ricordato il precedente del 2003, quando la Germania del cancelliere Gerhard Schroeder e la Francia del presidente Jacques Chirac “non rispettarono le regole” del Patto di Stabilità, sforando la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil. “Sotto la pressione di questi Paesi il Consiglio decise di non adottare i rimedi formali di correzione proposti dalla Commissione. Quindi la Commissione (presieduta da Romano Prodi, ndr) decise di deferire il Consiglio alla Corte europea di Giustizia”. Con il verdetto della Corte, “entrambi, sia la Commissione che il Consiglio, persero in parte: una storia molto europea”, ha osservato Juncker. “Accadeva più di 15 anni fa, ma questo ha mostrato chiaramente i rischi di piegare le regole per qualche Stato membro, per ragioni politiche. Il quadro legislativo è stato rafforzato, nel frattempo, e, cosa abbastanza interessante, la Corte confermò all’epoca che le regole devono essere applicate con discrezione, tenendo conto di tutte le circostanze” ha aggiunto.

Per questo – ha aggiunto il capo dell’Esecutivo Ue – davanti al rischio di una ripresa fiacca, la Commissione che ho l’onore di presiedere ha fatto uso della flessibilità che esiste all’interno delle regole di bilancio. I fatti parlano da soli: negli ultimi quattro anni questo approccio flessibile ha contribuito a creare posti di lavoro”. Juncker ha, poi, tenuto a precisare che “è il Consiglio che decide sulla sorveglianza di bilancio, non la Commissione”.

Nel suo discorso il Presidente della Commissione europea ha ricordato, inoltre, che con la Spagna e il Portogallo, tre anni fa, le regole del Patto di stabilità Ue non vennero applicate in modo rigido, i due paesi non furono sanzionati per le loro violazioni, e fu lasciato loro abbastanza margine da potersi riprendere economicamente. “Se fossimo stati rigidi nel nostro approccio alle regole fiscali e avessimo applicato prematuramente delle sanzioni finanziarie, la Spagna e il Portogallo – ha sottolineato Juncker – non avrebbero avuto una crescita così robusta e non sarebbero stati in grado di correggere le loro finanze pubbliche”. “Il merito – ha concluso il presidente della Commissione – va anche ai governi di questi paesi, che hanno scelto un percorso credibile e cooperativo, a beneficio dei loro cittadini”.

Un messaggio che, pur in assenza di riferimenti espliciti, sembra chiaramente indirizzato al Governo italiano in vista del probabile prossimo avvio di una procedura per deficit eccessivo a carico dell’Italia per violazione della regola del debito.

(Foto: Mauro Bottaro – © Unione Europea)

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