Fondo “Salva casa”, la proposta del M5s: cos’è e come funziona

L'emendamento alla Legge di Bilancio presentato dal Movimento 5 Stelle è stato approvato

È stato approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2020 che prevede l’istituzione, con la prossima Manovra Finanziaria, di un Fondo “Salva Casa”. Al progetto ha lavorato per diverso tempo Daniele Pesco, esponente del Movimento 5 Stelle e oggi Presidente della Commissione Bilancio.

Il provvedimento studiato da Pesco è stato quindi assorbito dalla Manovra ed ha come obiettivo quello di andare incontro ai soggetti in difficoltà economiche che, non riuscendo a far fronte ai propri debiti, rischiano di perdere la casa. Il Fondo Salva Casa funzionerà sfruttando il sistema delle società di cartolarizzazione che, invece di essere gestite da banche o enti finanziari privati, avranno finalità sociale e saranno affidate a specifiche associazioni ed Onlus.

Le società di cartolarizzazione, come lo stesso Pesco ha spiegato, si finanziano sul mercato emettendo obbligazioni e raccogliendo risorse tramite l’acquisto di crediti con immobili a garanzia acquistati dalle banche o da altre società. Questi crediti, solitamente venduti ad un prezzo molto basso e a pacchetto (da qui il nome di società di cartolarizzazione), sono poi recuperati vendendo le case all’asta, anche se queste sono ancora abitate.

Una spiacevole conseguenza di queste azioni, dunque, è che le famiglie che non riescono più a far fronte ai propri debiti (perché per esempio per difficoltà di tipo economico non hanno più pagato le rate del mutuo) si ritrovano a dover lasciare la propria abitazione, col rischio di vederla rivenduta a qualcun altro e di non riuscirla a recuperare più.

Da qui, dunque, l’idea di una società di cartolarizzazione “sociale”, che potrà acquistare case e crediti dalle banche o da altre società di cartolarizzazione ma, a differenza di queste ultime, non venderà gli immobili all’asta ma darà alle famiglie la possibilità di continuare ad abitarli.

Il Fondo Salva Casa sarà destinato a finanziare questo tipo di operazioni, così che le famiglie potranno continuare a restare nella propria abitazione semplicemente corrispondendo un canone di affitto alla società di cartolarizzazione. Ai proprietari, inoltre, sarà riconosciuta l’opzione di recupero dell’immobile, il che vuol dire che potranno comprare nuovamente la casa che rischiavano di perdere e ad un prezzo molto vicino a quello pagato dalla società di cartolarizzazione con finalità sociale.

Secondo Daniele Pesco questo è un ottimo compromesso sia per le famiglie che per le banche e gli enti finanziari. Gli istituti di credito, infatti, continueranno a riscuotere i loro crediti mentre le famiglie, dal canto loro, non saranno costrette a dover lasciare la casa dove hanno abitato per tanto tempo rischiando di rimanere senza un tetto sopra la testa.

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