Fondi UE: nel 2018 i “ritardi” sono costati 60 milioni

La regola del disimpegno automatico grava su tutti i programmi che non raggiungono gli obiettivi di spesa

Disastro evitato o grande sperpero di risorse? Questione di punti di vista, ma quella dei Fondi Europei destinati a programmi che non hanno raggiunto il target di spesa entro il 31 dicembre 2018 è entrambe le cose.

La fine dello scorso anno, infatti, è stata salutata in maniera piuttosto convulsa e frenetica da chi – tra regioni, ministeri ed enti locali – ha rischiato di “bucare” i vincoli operativi riguardanti queste risorse economiche. Di certo è stato scongiurato un vero disastro, visto che la cancellazione dei fondi pesava su ben 51 programmi, tra quelli dedicati allo Sviluppo Regionale (Fesr) e al Fondo Sociale (Fse). Cifre miliardarie in ballo, insomma, le cui perdite sono state “tamponate” dai soliti provvedimenti dell’ultimo secondo.

Nonostante gli sforzi, i ritardi costano comunque caro sui 3 programmi che hanno mancato l’obiettivo: circa 60 milioni di risorse che andranno persi se la Commissione Europea confermerà la cancellazione della quota di spesa. Un’eventualità che potrebbe essere scongiurata solo nel caso in cui vengano accolte le obiezioni e le richieste di eccezione sollevate dalle amministrazioni e dai Ministeri interessati.

I programmi che hanno “bucato” gli obiettivi

Il programma che ha perso più risorse è il Pon Ricerca e Innovazione, di competenza diretta del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Da solo, questo programma rimanda a Bruxelles ben 35 milioni di euro se non verrà accolta l’istanza di ricorso giudiziario presentata dal nostro Governo.

Un segnale preoccupante, che evidenzia in maniera lampante – ammesso che ce ne sia ancora bisogno – la lentezza degli investimenti che grava sull’intero sistema dei finanziamenti pubblici in Italia. A mancare l’obiettivo di spesa per 24,6 milioni di euro, c’è anche il Pon Inclusione di competenza del Ministero del Lavoro. Qui l’eccezione reclamata dai nostri rappresentati di Governo è riferita genericamente a “cause di forza maggiore”.

La Valle d’Aosta, infine, perde 1,4 milioni di euro del Fse su un obiettivo di spesa poco superiore a 4 milioni. In tutte le altre regioni italiane, invece, i programmi hanno raggiunto e superato gli obiettivi nonostante le previsioni pessimistiche di inizio anno.

La regola del disimpegno automatico pende anche sui programmi in cantiere nel 2019. La speranza è che i fondi vengano gestiti con maggiore solerzia sin da subito evitando le solite corse dell’ultimo minuto.

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