Fondi Lega, scontro aperto tra Salvini e magistrati: “Incostituzionale evocare il Colle”

(Teleborsa) – In un modo o nell’altro, è sicuramente Matteo Salvini l’uomo al centro, ormai da mesi, della scena politica italiana. Dopo la sentenza della Cassazione sui 49milioni di euro che il Carroccio deve restituire allo Stato e la reazione leghista che chiede incontro con il Presidente Mattarella, è scontro aperto tra Lega e magistrati. 
Spero di avere il prima possibile la gioia e l’onore di conferire con il mio presidente della Repubblica. Attendo rispettosamente la fissazione di una data per parlare delle tante cose belle che stiamo facendo qui al Viminale”. Lo ha detto ieri Salvini a margine della conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Spiagge sicure’. Incontro richiesto, appunto,  in relazione al sequestro dei beni della Lega disposto dalla magistratura genovese per una vicenda legata ai fondi al partito e risalente a una decina di anni fa e per la quale Salvini e l’attuale Lega si dichiarano estranei.

MATTERELLA, NO COMMENT – Il presidente della Repubblica sceglie la strada del silenzio e preferisce non commentare le notizie sulla richieste della Lega di un incontro al suo ritorno a Roma ( si è conclusa oggi la visita del presidente della Repubblica nelle Repubbliche Baltiche dove ha incontrato i vertici istituzionali di Lettonia, Estonia e Lituania, ndr). “L’hanno disturbata anche qua….”  esordisce un giornalista per avanzare una domanda sulla richiesta di Salvini dopo la sentenza della Cassazione sui fondi del partito. Ma il Capo dello Stato si allontana e risponde “assolutamente non parlo”.

In serata scende in campo il vertice dell’Associazione nazionale magistrati che decide, invece, di rompere il silenzio man mano che i toni salgono e il clima si fa bollente.

ANM: “I GIUDICI NON ATTACCANO LA DEMOCRAZIA”  – “In merito al dibattito successivo alla sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione relativa al sequestro di somme di un movimento politico, l’Associazione Nazionale Magistrati ribadisce con forza che i magistrati non adottano provvedimenti che costituiscono attacco alla democrazia o alla Costituzione, nè perseguono fini politici, ma emettono sentenze in nome del popolo italiano, seguendo principi e regole di diritto di cui danno conto nelle motivazioni”. E’ quanto spiega la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm in merito alla vicenda che coinvolge la Lega.

EVOCARE COLLE? INCOSTITUZIONALEL’evocare un possibile intervento del Capo dello Stato nella vicendaprosegue l’Anmrisulta essere fuori dal perimetro costituzionale, così come le modalità con cui il dibattito si è alimentato creano confusione e rischiano di produrre effetti distorsivi sui precisi confini, fissati dalla Costituzione, tra la magistratura, autonoma e indipendente, e gli altri poteri dello Stato. L’Anm rigetta ogni tentativo di delegittimare la giurisdizione e di offuscare l’imparzialità dei magistrati, principio costituzionale a difesa del quale continuerà sempre a svolgere la propria azione, auspicando che chiunque eserciti funzioni pubbliche abbia a cuore gli stessi fondamentali principi”. 

DI MAIO: “NESSUN IMBARAZZO” “Non ho alcun imbarazzo verso questa vicenda, perché riguarda le questioni dei diamanti e lauree in Albania di Bossi. Me le ricordo bene. Sono quelle che hanno portato la Lega a scendere all’1-2%”. Così il vicepremier Di Maio, ospite di La7, risponde condividendo le affermazioni del ministro della Giustizia Bonafede sulla sentenza sui fondi della Lega (“Le sentenze vanno rispettate, senza evocare scenari che sembrano appartenere più alla Seconda Repubblica”).

Che aggiunge: “Non credo sia stato richiesto al presidente della Repubblica di pronunciarsi su una sentenza. Un leader politico chiede un incontro al presidente della Repubblica e poi il presidente della Repubblica valuta”.

“Si sta giocando a mettere continuamente me contro Salvini o il M5s contro la Lega”. Invece questo governo “è nato con un atto di sincerità” e “nell’ambito del percorso sul contratto di governo sto trovando persone leali nell’altra forza politica”, ha concluso.

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