Fondazione FS, è tornato l’Arlecchino. Restaurato storico ETR anni ’60

(Teleborsa) – Questo è l‘Arlecchino, il famoso treno degli anni ’60 restaurato dalla Fondazione FS per rivivere prestigio avuto in quel periodo insieme al suo fratello maggiore, il Settebello, che ha portò l’Italia a essere ammirata in tutto il mondo.

Si tratta dell’esemplare numero 2 dei 4 Arlecchino da 180 Km l’ora costruiti dalla Breda tra il 1958 e il 1960. Per l’esattezza è l’ETR 252, dove ETR è acronimo di Elettro Treno Rapido con cui furono nominati i leggendari ETR 200. Uno di questi, il 212, fu protagonista, con 203 Km orari, il 20 luglio 1939, della conquista del primato mondiale di velocità durante una corsa speciale tra Firenze e Milano compiuta in 1 ora e 55 minuti.

Questo Arlecchino, unico esemplare superstite dei quattro costruiti, scampato alla demolizione e accantonato dal 2002 a Santhià, in provincia di Vercelli, dopo un non breve periodo di progressivo “declassamento”, è stato accuratamente restaurato negli stabilimenti OMS di Porrena, che si trovano lungo la linea del Casentino Arezzo-Pratovecchio-Stia.

E l’ingegner Claudio Calvelli è il responsabile del servizio materiale e trazione dei Fondazione FS che ne ha diretto il restauro:

“Ristrutturare quello che era stato abbandonato è la nostra missione – spiega l’ingegnere a Teleborsa – e l’Arlecchino è oggi un treno a disposizione per la charterizzazione da Bolzano fino alla Sicilia, per i viaggi turistici e per un turismo diverso. Questo è soltanto il primo della flotta alta velocità della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiano. L’Arlecchino, il Settebello, la tripletta di Ale 601, l’ETR 450 e il Polifemo (ultima versione dell’ETR 220 derivato dal 200, n.d.r.) sarà la nostra flotta a disposizione dei Tour Operator e delle Agenzie di viaggio per charterizzare treni ed esperienze per tutto lo stivale”.

L’Arlecchino, quattro carrozze con alle estremità le caratteristiche testate arrotondate per formare all’interno una sorta di belvedere a disposizione dei passeggeri, fu impiegato sulla relazioni rapide di prestigio della rete ferroviaria italiana, soprattutto tra Napoli Mergellina e Milano come Freccia del Vesuvio.

Un ETR 250 non dagli interni lussuosi quanto originali come quelli che caratterizzavano il più grande e leggermente più anziano Settebello, ma che in ogni caso offriva il confort degli altri elettrotreni rapidi, con servizio ristorante di ottimo livello i cui cibi venivano realizzati nella piccola cucina del convoglio e serviti, a chi li richiedeva, al posto occupato dai viaggiatori.

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