Fondazione FS, è “rinato” l’Arlecchino. Ultime prove sulla linea Porrettana

(Teleborsa) – Il 23 luglio 1960, un mese prima dell’avvio delle Olimpiadi di Roma, l’Arlecchino compì il suo primo viaggio ufficiale da Bologna a Venezia. L’elettrotreno ETR 250 entrò così subito tra i simboli della ripresa economica dell’Italia. Simile nell’aspetto al fratello maggiore Settebello, che da diversi anni aveva già suscitato nel mondo ammirazione e stupore per il design avveniristico degli gli inediti “Belvedere” alla due estremità e delle cabine di guida “rialzate”, fu costruito dalla Breda in quattro esemplari. Come quattro erano le carrozze che lo componevano. Subito fu adibito ai servizi rapidi di prestigio delle Ferrovie dello Stato, capace di raggiungere facilmente i 180 chilometri l’ora collegando le principali città italiane, soprattutto Napoli con Milano via Roma, Firenze e Bologna nel tempo allora record di circa 7 ore e mezzo.

Col trascorre degli anni e l’aumento del numero dei viaggiatori che richiedeva mezzi più capienti, i 4 Arlecchino furono per così dire dirottati su collegamenti di minor affluenza. Negli anni ’90 furono definitivamente radiati dal servizio. Accantonati all’aperto, danneggiati da incuria, intemperie e vandalismo, erano destinati a certa demolizione, anche per la miopia e l’avversità verso le “cose vecchie” che all’epoca sembrava aver contagiato gran parte della dirigenza FS che contava.

Ma qualcuno, nel 2000, si accorse di avere un gioiello tra le mani, e riuscì a salvare dalla fiamma ossidrica l’esemplare ETR 252, il secondo costruito, accantonato su un binario della stazione di Napoli Campi Flegrei. Così l’elettrotreno nel 2002 fu trasferito a Santhià, in Piemonte, per primi interventi in vista di un recupero. Poi lunghi anni di incertezze, fino a un primo restauro completo per esser esposto nel 2009 nel Museo di Pietrarsa in occasione dei 170 anni della Napoli-Portici, prima ferrovia di un Italia non ancora unita.

Il 4 luglio 2013 la svolta, ad opera della neonata Fondazione FS, col trasferimento a Pistoia nel Deposito Rotabili Storici. Ancora attesa e il 31 marzo 2016 l’elettrotreno è affidato alle officine OMS di Porrena (AR) dove, sotto i vigili occhi del Direttore generale Cantamessa, riceve una perfetta riqualificazione completa interna, esterna e meccanica. L’intervento non è stato però un semplice ripristino, ma anche ammodernamento, con aria condizionata, nuovo impianto di illuminazione, bar di bordo aggiornato ma coerente con lo stile dell’epoca; e col montaggio sull’Arlecchino del Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) che consente di viaggiare su tutte le tratte ferroviarie mantenendo velocità elevate e alti standard di sicurezza. Poi incessanti i test e i collaudi. In ogni situazione. Fino all’ultima corsa di prova, prima della presentazione ufficiale, sulla ottecentesca linea Porrettana che da Pistoia conduce a Bologna tra salite, discese impegnative, in un superbo contesto della natura correndo su splendidi viadotti e fantastiche gallerie. Una troupe di Teleborsa ha partecipato alla “corsa”…

Ingegner Cantamessa, cosa com’è andata la prova?

“La prova è andata anzitutto con esito soddisfacente, come dicevano gli ingegneri del servizio materiale e trazione. Oggi l’Arlecchino ha mosso i suoi primi veri passi su una linea ancorché secondaria, e ha dimostrato prima di tutto una piena dote di affidabilità, ma ciò che lo contraddistingue è il comfort e lo stile dei suoi ambienti. Questa mattina salendo le rampe della Porrettana, tra curve, contro curve e portali di galleria in pietra, il “Belvedere” ha mostrato la sua grande potenzialità. C’è l’Italia con i suoi 16000 chilometri di rete ferroviaria che possono diventare un grande attrattore turistico se visti così, senza fretta, con l’occhio di chi vuole attraversare e vivere il paesaggio e non solo fare un viaggio. Ecco perché l’emozione è stata tanta, riportare il treno ai fasti del 1960 e al suo meraviglioso design, con questa navicella spaziale di Star Trek che è il “Belvedere”, è l’emozione di aver fatto rivivere il gusto delle nostre Ferrovie italiane”.

La linea Porrettana, linea storica piena di fascino, ricca di opere d’arte…

“Non per nulla abbiamo voluto collocare la corsa prova di oggi sulla Porrettana, una ferrovia ottocentesca, un’autentica opera d’arte dell’ingegneria ferroviaria nazionale e uno di quegli itinerari che oggi hanno ancora poco traffico sul trasporto pubblico locale, ma che potrebbero averne moltissimo sul traffico turistico. E’ una linea sulla quale la fondazione FS sta investendo e non per niente il treno con il “Belvedere” oggi ha voluto mostrarsi qui sulle ottocentesche rampe della Porrettana quando entrerà in servizio turistico.

Oggi è la prima corsa prova…

“Ne faremo una probabilmente di notte, spingendolo a 160 km orari su una linea a maggior traffico; e tutto è preludio al 25 febbraio, l’ultimo giorno di Carnevale, l’ultimo giorno della celebre maschera bergamasca, l’Arlecchino, che ha dato il nome a questo treno”.

E sul perché del 25 febbraio, su cosa è in programma per quel giorno, Luigi Francesco Cantamessa Armati “più in la non si è spinto”.

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