Fondazione FS, Direttore Cantamessa a TLB su Museo Pietrarsa e Treni Storici

(Teleborsa) – Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, pochi chilometri a sud di Napoli, luogo di nascita della storia delle ferrovie italiane, punto di arrivo il 3 ottobre 1839, allora Regno delle Due Siciie, venne inaugurata la prima strada ferrata d’Italia: 7.411 metri di ferrovia che congiunsero Napoli a Portici, sulla stessa direttrice della linea Napoli-Salerno, che oggi costeggia l’area del Museo. Il tragitto fu percorso in 11 minuti da due convogli progettati dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie, su prototipo dell’inglese George Stephenson

In questo luogo, che definire magico è poco, Teleborsa ha incontrato l’ingegner Luigi Francesco Cantamessa, Direttore della Fondazione FS, dal 2 luglio 2013, che ci ha parlato del Museo Ferroviario e sui risultati e obiettivi della Fondazione.

Ingegner Cantamessa, uno straordinario impegno ha fatto di Pietrarsa il centro italiano della storia della ferroviaria, che è soprattutto la storia dello sviluppo industriale del Paese…

“In te anni la Fondazione FS ha portato agli antichi splendori il più bel museo ferroviario d’Europa. Con un investimento di 20 milioni di euro abbiamo riconsacrato questo luogo, che è memoria collettiva del trasporto ferroviario del paese. Non lo abbiamo fatto solo in un’ottica nostalgica, lo abbiamo fatto pensando al futuro. Pietrarsa oggi è infatti il più grande centro convegni del Mezzogiorno. In questo museo, nei suoi quattro padiglioni, 3500 persone possono fare cultura, spettacolo, moda, studiare e ritrovarsi. Di fronte alla bellezza di Capri, al Vesuvio, collocati esattamente lungo i sette chilometri che nel 1839 il Borbone volle aprissero la grande epopea ferroviaria nazionale”.

Pietrarsa era un’officina di riparazione, nasce così?

“Pietrarsa è il primo opificio borbonico nazionale, era la fabbrica che produceva armamenti, materiali in ghisa. Solo dopo l’Unità si riciclò per la costruzione e riparazione di locomotive a vapore. Durante il Ventennio, Pietrarsa era l’officina Grande Riparazione di locomotive a vapore con la più alta produttività ed efficienza delle Ferrovie Italiane. Nel 1974 l’officina chiude definitivamente i battenti. Da lì un grande dibattito. Fino a quando nel 1982, Spadolini, allora Ministro, viene per inaugurare il Museo Ferroviario Nazionale. Anni di chiaroscuro, di aperture e chiusure, con il mare che è il principale alleato, ma anche il più grande nemico di questo sito. Fino a quando, nel 2014 subentra la gestione della Fondazione Ferrovie dello Stato”.

Un momento importante

“Ha segnato il cambio di rotta. Questo museo registrava 4-5 mila visitatori l’anno. Specialmente scolaresche. Quest’anno chiudiamo con 150 mila presenza, ciò che ci incoraggia di più è che la metà sono straniere, arriva da fuori Napoli. Questo inserisce nel percorso delle eccellenze napoletane un flusso che arriva a Pietrarsa. Io credo sia il più bel modo di svelare che le eccellenze del Mezzogiorno possono essere cultura e impresa allo stesso tempo. Nel caso delle Ferrovie Italiane è un’impresa che è Paese, è un’impresa che in modo ininterrotto ha prodotto eccellenze”.

Non solo mezzi statici, la Fondazione si occupa anche di rilanciare i treni storici…

“La Fondazione FS ha tre grandi branche di attività: la conservazione del patrimonio documentale, mezzo milione di fotografie; completamente digitalizzate e visionabili online, che tracciano uno spaccato unico della storia del comune sentire del nostro Paese. I musei, Pietrarsa e Trieste Campo Marzio che l’anno prossimo riapriremo con un grande restauro. Per ultimo, l’enorme ritrovato businnes sostenibile dei treni storici. In quattro anni sono stati riaperti 650 chilometri di vecchie ferrovie in contesti naturalistici unici. Erano i cosiddetti, rami secchi delle ferrovie. Possiamo affermare che il problema delle linee a scarso traffico che sono collocate in contesti naturalistici sia stato risolto caricandole di nuovi flussi, quelli turistici. Questo è un turismo dolce, sano, colto, che penetra la bella provincia italiana alla scoperta dei sapori e delle eccellenze ancora poco commercializzati”.

Per salire su un treno storico?

“Dal sito della fondazione, http://www.fondazionefs.it, si può trovare come visitare il Museo di Pietrarsa, come affittarlo per un evento, oppure scegliere i nostri viaggi dal Friuli fino alla Valle dei Templi, passando per la Maiella d’Italia. Oppure farsi recapitare a casa una vecchia fotografia, questa sarà anche una delle novità del 2019”.

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