Fondazione FS a BIT Milano. Cantamessa: “Rami secchi tornano verdi con turismo nuovo”

(Teleborsa) – BIT, ovvero Borsa Internazionale Turismo di Milano, piattaforma fondamentale cui fanno riferimento tutti gli specialisti del settore turismo, e non solo. Tra i 1300 espositori che dal 10 al 12 febbraio presentano appunto il turismo in tutte le sue “espressioni”, il Gruppo Ferrovie dello Stato con Trenitalia e l’esordio della Fondazione FS che lancia uno dei suoi maggiori punti di forza, ovvero i viaggi a bordo dei “Treni d’Epoca” sui rivitalizzati “rami secchi”.

Una new entry in BIT alla grande, con un Convegno a Milano presieduto dallo stesso Direttore Generale di Fondazione FS, Luigi Francesco Cantamessa Armati, dal titolo “Binari senza tempo: i vecchi rami secchi delle FS tornano verdi grazie al turismo slow”, che ha fatto il punto sui successi raggiunti e dei progetti per il futuro. Una forma nuova di turismo nuovo, sui cui aspetti il DG si è soffermato con Teleborsa.

Milano, BIT, Fondazione Ferrovie dello Stato, prima presenza…

Sì, è la prima volta ma è una prima volta in grande, ventimila turisti nel 2018 contro i 7-8 mila di quattro anni fa. Una flotta di duecento treni storici di tutte le epoche, locomotive a vapore, carrozze con le panche in legno, velluto, littorine. Insomma un vettore nuovo per portare un turismo intelligente, colto e di nicchia nella provincia più bella e più sperduta di questo Paese. Lungo questi 650 chilometri di anctichi rami secchi delle ferrovie che oggi tornano rami verdi per una forma di turismo nuovo. Sarà possibile andare dalla Majella d’Italia alla Valle dei Templi di Agrigento. Dai Contrafforti delle Alpi ai laghi lombardi. Lungo queste ferrovie ottocentesche che ricamano il nostro territorio con stazioni meravigliose. Sarà la sfida del futuro, farne oasi di ristoro. Questa è una grandissima opportunità per un turismo che è lungo 2000 chilometri in Italia.

Cuore della Fondazione sono i musei, a cominciare da Pietrarsa e Campomarzio di Trieste di vicina apertura, qualcos’altro?

Direi sia molto. Abbiamo musei sui due mari: il Museo nazionale di Pietrarsa è una location magnifica di fronte a Capri. Non è solo un museo, oggi è il centro convegni più grande del Mezzogiorno, con una potenzialità di 3500 ospiti per eventi. Il secondo è la stazione di Trieste Campomarzio: un capolavoro di architettura Austro-Ungarica, sulle rive di Trieste che diventerà il secondo Museo e la stazione di partenza per crociere ferroviarie in Istria, Slovenia e per il Carso Triestino. Sono due musei che vorremmo collegare con un treno notturno.

E la meraviglia dello Stretto di Messina?

Un altro progetto, i treni notte per la Sicilia sono oggetto di grande attenzione da parte di Trenitalia, per un recupero di competitività è decoro. Il treno che entra nella nave delle Ferrovie dello Stato costituisce di per sè un enorme richiamo turistico. Gli americani lo vanno già a fotografare.

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