FMI taglia stime crescita mondiale e indica Italia fra i rischi

Dopo Bankitalia, anche il Fondo monetario internazionale rivede al ribasso le previsioni sulla crescita economica attesa per l'Italia nel 2019

(Teleborsa) – Allarme del Fondo Monetario sul rallentamento dell’economia mondiale, mentre per l’Italia la situazione è ben più seria e non esclude una recessione. E’ quanto emerso dall’ultimo World Economic Outlook (WEO) del FMI pubblicato in vista del Forum di Davos, da cui emerge che l’ulteriore taglio è dovuto agli effetti più pesanti della guerra dei dazi fra USA e Cina e che vi sono nuovi rischi e criticità.

L’Istituto di Washington, allineandosi alle previsioni della Banca d’Italia, ha indicato una crescita del PIL per il 2019 allo 0,6% ed una piccolissima accelerazione allo 0,9% nel 2020 per l’anno in corso. La previsione è stata tagliata di quattro decimi di punto rispetto a quella indicata in primavera che prevedeva una crescita dell’1%. In più, l’Italia figura ora fra i rischi che possono minare l’economia globale.

L’FMI ha quindi tagliato anche le stime sull’economia globale, indicando una crescita del 3,5% quest’anno e del 3,6% il prossimo (entrambe erano indicate al 3,7% nella stima precedente).

Per l’Eurozona si prevede una crescita dell’1,6% nel 2019 e dell’1,7% nel 2020, ma la locomotiva non sarà più la Germania, che dopo l’Italia è il Paese che ha subito il taglio più drastico all’1,3% quest’anno ed all’1,6% il prossimo. I Paesi trainanti saranno invece la Francia con un +1,5% quest’anno e la Spagna con un +2,2%.

Diverso il caso del Regno Unito, dove vi sono delle assunzioni per un’uscita soft dall’UE a fondamento di una crescita stimata all’1,5%, ma sappiamo che oggi vi sono molte più incertezze per la Brexit.

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