FMI scettico sulla web tax italiana, meglio soluzioni globali

(Teleborsa) – Il Fondo Monetario Internazionale non sembra apprezzare la “web tax” italiana.

Secondo Vitor Gaspar, direttore del dipartimento degli Affari fiscali dell’istituto di Washington, l’imposta sulle transazioni digitali che scatterà il primo gennaio 2019 e quella simile adottata in Israele “non sono coordinate” e dunque “non possono fornire una risposta”.

In un blog scritto insieme alla sua vice Genevieve Verdier e diffuso congiuntamente a un capitolo analitico del Fiscal Monitor dedicato alla digitalizzazione dei Governi, Gaspar ha spiegato che “aziende come Google, AppleFacebook e Amazon sono finite nell’occhio del ciclone ma le aziende digitali ci circondano ovunque“.

Inoltre quei gruppi tecnologici “generano le vendite con ben poca presenza fisica. Beneficiano del valore creato dagli utenti (l’utilizzo di app su smartphone genera liberamente informazioni di valore)”.

A quel punto gli autori del blog domandano: “I Governi possono e devono tassare un tale valore laddove il consumatore risiede, anche se l’azienda ha la sua sede fisica altrove?”.

Secondo Gaspar e Verdier è meglio optare per soluzioni globali  alla luce del fatto che “l’economia diventa digitale”.

FMI scettico sulla web tax italiana, meglio soluzioni globali