FMI lancia l’allarme sui rischi di stabilità finanziaria

(Teleborsa) – “Aumentano i rischi sulla stabilità finanziaria che continuano a essere elevati“. Lo sostiene il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo Global Financial Stability Report .”Le vulnerabilità finanziarie che si sono accumulate durante anni politica monetaria accomodante potrebbero rendere accidentata la strada e andando avanti potrebbero mettere a rischio la crescita”.

Nel suo report, l’istituto di Washington aggiunge che nelle economie avanzate “lo slancio forte della crescita e lo stabilizzarsi dell’inflazione hanno fatto venire meno una sfida chiave per le banche centrali: mantenere accomodante la politica monetaria e allo stesso tempo fare i conti con le vulnerabilità finanziarie di medio termine”.

Il Fondo sottolinea che anche una ripresa dell’inflazione porta dei rischi: per “minimizzarli, le banche centrali dovrebbero continuare a normalizzare gradualmente la loro politica monetaria e comunicare le loro decisioni in modo chiaro per sostenere la ripresa dell’economia”.

I mercati finanziari, tuttavia rimangono vulnerabili alla possibilità di una sorpresa dall’inflazione. Per esempio, negli Stati Uniti l’inflazione potrebbe salire più velocemente delle attese, come risultato della recente espansione fiscale (riferimento alla Riforma fiscale voluta da Trump). In risposta alla revisione dell’outlook sull’inflazione, la Federal Reserve potrebbe ritirare le misure accomodanti di politica monetaria più velocemente di quanto si stia anticipando in questo momento“. La bella notizia che “il settore bancario è diventato più resiliente dalla crisi finanziaria globale” esplosa nel 2008, ma presenta ancora diverse sfide.

“Sebbene i cuscinetti di capitale delle banche siano cresciuti a livello aggregato, ci sono ancora istituti più deboli, che rappresentano il 20% circa degli asset del campione, caratterizzati da livelli più bassi di capitali e da minori accantonamenti a fronte degli NPL. Queste banche sono concentrate principalmente in Europa (dentro e fuori dell’area euro) e sarebbero più suscettibili a choc, come un improvvisa esplosione delle turbolenze di mercato o un inatteso rallentamento dell’economia”. 

Parlando di valute digitali, il report spiega che queste rappresentano solo una porzione piccola del sistema finanziario globale. La loro capitalizzazione è pari a meno del 3% dei bilanci combinati delle banche centrali del G4″, ossia di Stati Uniti, Germania, Giappone e Regno Unito. Per questo, “pongono una sfida limitata alle valute tradizionali o al modo in cui vengono gestite le politiche monetarie. Tuttavia, la crescita notevole del settore pone rischi alla stabilità finanziaria futura e dunque richiede che i regolatori siano vigili”. Nel report, il Fondo sostiene che le valute digitali “hanno il potenziale di combinare i benefici delle valute tradizionali e delle materie prime” e ricorda che “hanno vissuto un apprezzamento notevole nell’ultimo anno, alimentato dalla corsa globale ai rendimenti”.

Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme debito. “L’economia globale è più indebitata di quanto lo fosse nel periodo precedente la crisi finanziaria. Il periodo prolungato di bassi tassi di interesse ha stimolato la crescita del debito fino al 225% del PIL mondiale nel 2016, 12 punti al di sopra del precedente record testato nel 2009″. 

FMI lancia l’allarme sui rischi di stabilità finanziaria