FMI, Lagarde: “Mini-bot? Ci sono modi migliori per pagare arretrati”

Il monito della direttrice del Fondo Monetario Internazionale: "Non servono i mini-bot, ma riforme strutturali"

(Teleborsa) – Per risollevare la situazione economica italiana, fortemente colpita dal debito, non servono i mini-bot quanto piuttosto il coraggio politico di attuare le riforme strutturali necessarie a far ripartire il Paese.

A dirlo è la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, a margine dell’Eurogruppo, a Lussemburgo. Per la numero uno dell’istituto di Washington, i mini-bot sono infatti “uno strano strumento finanziario” di cui si parla “in Italia” nonostante non siano necessari.

Ci sono molti modi migliori per affrontare i pagamenti degli arretrati. Non serve creare uno strumento del genere. I titoli di Stato italiani potrebbero assolutamente servire allo scopo; quindi, per quanto riguarda la legalità, spetta alle istituzioni europee decidere”, ha dichiarato Lagarde, che è tornata a insistere sull’impatto economico e finanziario di “metodi ben conosciuti e ben identificati”.

“Perché perdere tempo? Si può torcere l’analisi giuridica come si vuole, ma restano dei titoli di debito”, ha chiarito la direttrice dell’FMI.

Quello che più serve a un Paese ad alto debito come l’Italia è invece “il coraggio politico” di fare riforme strutturali. “Penso – ha affermato Lagarde – che tutti quei Paesi che hanno un alto debito, e l’Italia occupa una posizione piuttosto importante in questa categoria, abbiano strumenti e politiche per affrontare la situazione attuale. Come membro dell’unione monetaria, insieme ai colleghi e alle istituzioni, dovrebbe trovare il percorso di bilancio e il coraggio politico di attuare le riforme strutturali che libererebbero il genio italiano”.

Nel corso della dichiarazione conclusiva dei tecnici del Fondo Monetario Internazionale sulla missione ex articolo 4 sull’area euro, presentata a Lussemburgo, Lagarde è tornata poi a sottolineare i “rischi seri” per la ripresa dell’Eurozona derivanti dalla “mancata ricostituzione di ‘cuscinetti’ nei bilanci dei Paesi ad elevato indebitamento e dalla mancata attuazione di riforme strutturali”, che “li rende più vulnerabili a cambiamenti nel sentiment di mercato e alla prossima recessione”.

“Malgrado una crescita robusta negli ultimi anni, i Paesi ad alto debito non hanno consolidato a sufficienza e in alcuni casi hanno persino allentato la politica di bilancio – ha aggiunto Lagarde – Tuttavia queste deviazioni hanno trovato un enforcement debole, fiaccando gli incentivi per i Paesi a rispettare le regole e rendendo difficile per le istituzioni UE reagire a nuove violazioni”.

Infine, in merito ai rumors che la vorrebbero candidata alla BCE o alla Commissione Europea, Lagarde si è detta “molto onorata”, chiarendo di avere già “un mandato” da concludere non prima del 2021.

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