FMI: “Investimenti pubblici centrali per ripresa: servono 20mila mld”

(Teleborsa) – Per la ripresa dopo lo stop forzato a causa della pandemia Covid-19 serviranno massicci investimenti pubblici che saranno centrali, così come un rafforzamento delle reti di protezione sociale.

È quanto l’Fmi in un blog firmato da Victor Gaspar, il responsabile del Fiscal Monitor, insieme a Raphael Lam e Mehdi Raissi, sottolineando che “le necessità di investimento potrebbero superare i 20.000 miliardi di dollari a livello globale e ai prezzi attuali nei prossimi 20 anni”.

Tra le azioni che i governi potrebbero mettere in atto per “aiutare le imprese a riassumere i lavoratori dopo la pandemia”, ci sarebbero eventuali tagli delle tasse temporanei, mentre per spingere i consumi “potrebbero ipotizzare riduzioni limitate nel tempo dell’Iva o voucher per i consumi”.

Tutte le misure però non devono pesare sul debito, specie per i “Paesi con elevati livelli di debito” che “dovranno attentamente bilanciare il sostegno di bilancio di breve termine con la sostenibilità del debito di lungo termine“.

Nelle economie avanzate con ampio spazio di manovra di bilancio – coma la Germania, la Corea del Sud e l’Olanda – “spendere di più in investimenti pubblici “vale la pena. Per i Paesi con meno spazio di manovra in termini di spesa, come Italia e Spagna, gli investimenti si possono aumentare reindirizzando le entrate e le spese“, scrivono gli esperti dell’Fmi.

Quando il Grande Lockdown finalmente finirà una forte ripresa economica che dia benefici per tutti dipenderà da un ampio sostegno di bilancio e delle reti di protezione sociale. Questo include – osserva Gaspar – investimenti pubblici nella sanità, nelle infrastrutture e contro il cambiamento climatico“.

Particolare attenzione viene dedicata alle misure di sostegno al reddito dell’Italia che “potrebbero essere migliorate riducendo la generosità dei benefit e quindi riducendo i rischi della dipendenza dal welfare e creando maggiori incentivi al lavoro“. L’Fmi nel Fiscal Monitor precisa inoltre che “adeguati controlli e capacità locali potrebbero essere messi in atto per un’efficace attuazione”.

Il Fondo si riferisce in particolare al reddito di cittadinanza parlando, in via generale, delle “misure pratiche per rafforzare gli stabilizzatori automatici sul lato della spesa preservando gli incentivi al lavoro”. Misure che potrebbero includere “sussidi a una riduzione delle ore lavorate e un aumento delle coperture e dei benefit per i sussidi alla disoccupazione”

(Foto: © ruskpp/123RF)

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