FMI, in salari non crescono. Colpa di part-time e precarietà

(Teleborsa) – Precarietà e part-time frenano l’aumento degli stipendi. I salari, infatti, in molte economie avanzate è “decisamente al di sotto” dei livelli pre-crisi. E’ la diagnosi del Fondo Monetario Internazionale e punta il dito contro l’Italia che – avverte – rischia di soffrire particolarmente questa situazione, visto che ha registrato un aumento record di lavoratori a tempo parziale e determinato.

Nei capitoli analitici del World Economic Outlook del FMI, pubblicati in vista delle riunioni annuali dell’istituto a Washington, il Fondo guidato da Christine Lagarde spiega che “sebbene l’occupazione part-time involontaria possa avere contribuito a dare sostegno alla partecipazione della forza lavoro”, sembra avere “indebolito la crescita dei salari”.

Il FMI rileva che “una crescita limitata dei salari è stata riscontrata anche laddove sono aumentati i contratti di lavoro a tempo determinato e dove le ore di lavoro sono diminuite”. Malgrado politiche monetarie accomodanti possano aiutare a sostenere la domanda e ad abbassare i tassi di disoccupazione, la crescita degli stipendi potrebbe continuare a restare contenuta fino a quando l’occupazione part-time involontaria calerà o il trend della crescita della produttività accelererà”, sottolinea l’istituto a Washington.

FMI, in salari non crescono. Colpa di part-time e precarietà