FMI, Georgieva: crisi senza confini, peggiore calo da Grande Depressione

(Teleborsa) – “Tutti i governi” sono scesi in campo per affrontare la crisi del coronavirus e c’è stato un significativo coordinamento. I Paesi del mondo hanno preso misure di bilancio per circa 8.000 miliardi di dollari. A questi si aggiungono importanti misure dal G20 e da altri”. Lo afferma il Direttore generale del FMI, Kristalina Georgieva, sottolineando che le azioni prese ora “determineranno la
velocità e la forza della ripresa”.

Poi indica quattro priorità: continuare il piano di contenimento, ridurre lo stress sul sistema finanziario, proteggere le famiglie e le imprese con misure mirate e pianificare per la ripresa. “Dobbiamo prevenire che le pressioni di liquidità diventino problemi di solvibilità ed evitare una cicatrice all’economia che renderebbe la ripresa ancora più difficile”, mette in evidenza Georgieva, precisando che per la ripresa saranno essenziali “stimoli di bilancio coordinati. Dove l’inflazione resta bassa, la politica monetaria dovrebbe restare accomodante”.

Come ribadito più volte, Georgieva ha voluto ribadire che “siamo di fronte a una crisi come nessun’altra”: la crescita globale sarà negativa nel 2020 e “anticipiamo il peggiore calo dalla Grande Depressione” del 1929″, ha detto sottolineando che le prospettive negative riguardano le economie avanzate e quelle in via di sviluppo. “Questa crisi non ha confini” , ha precisato, mettendo in evidenza che se la pandemia svanisce nella seconda parte dell’anno il Fmi prevede una “parziale ripresa nel 2021”.

Il coronavirus ha fatto saltare il banco. “Solo tre mesi fa ci attendevamo una crescita del reddito pro capite in oltre 160 dei nostri Paesi membri nel 2020. Oggi il numero si è capovolto: prevediamo che più di 170 paesi sperimenteranno una crescita negativa del reddito pro capite quest’anno”, afferma Georgieva. “Alla luce delle misure di contenimento per rallentare la diffusione del virus, l’economia mondiale si è sostanzialmente” fermata e questo è vero soprattutto “per le vendite al dettaglio, l’ospitalità, i trasporti e il turismo. In molti paesi, la maggioranza dei lavoratori sono autonomi o dipendenti di piccole e medie imprese. Queste attività e questi lavoratori sono particolarmente esposti” all’emergenza coronavirus, aggiunge il Direttore generale del Fondo Monetario Internazionale mettendo in evidenza che la crisi sanitaria colpisce i più deboli e la crisi economica si prevede colpisca più duramente i paesi più deboli.

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