FMI, da Covid impatto “catastrofico” su lavoro. PIL Italia atteso -12,8%

(Teleborsa) – Crollo record per l’Italia nel 2020: dopo il già debole +0,3% del 2019, quest’anno il PIL – secondo le nuove stime del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale – dovrebbe scendere del 12,8%. Cicatrici profonde causate dalla pandemia su economia globale, conti pubblici e occupazione, che subirà un impatto addirittura “catastrofico” per il FMI che aggiornando le stime di crescita per l’anno in corso,prevede una contrazione del PIL mondiale del 4,9% (contro il 3% stimato ad aprile).

Cattive notizie per il nostro Paese anche sul fronte del debito che, dopo il 134,8% del 2019, è atteso salire al 166,1% del PIL quest’anno e per poi calare al 161,9% nel 2021.

Una crisi senza precedenti – La pandemia di Covid-19 – si legge nel World economic outlook (Weo) – ha avuto un impatto più negativo del previsto nella prima metà del 2020 e si prevede che la ripresa sarà più graduale”. L’anno, prossimo, il PIL globale crescerà del 5,4% (contro il 5,8% previsto ad aprile). Il PIL del 2021 rimarrebbe così di circa 6,5 punti percentuali più basso rispetto alle proiezioni di gennaio 2020, nello scenario pre Covid. Contrazione di quasi il 12% per il commercio mondiale.

L’economia europea dovrebbe subire una contrazione del 10,2% quest’anno, per poi rimbalzare del 6% l’anno seguente. Ad aprile, il Fondo aveva previsto una contrazione del Pil del 7,5% nel 2020 e una crescita del 4,7% l’anno successivo. Secondo le stime dell’Istituto di Washington la locomotiva tedesca si contrarrà quest’anno del 7,8% per poi crescere del 5,4% il prossimo. Il Fondo prevede per la Francia un PIL in calo del 12,5% nel 2020 e una crescita del 7,3% nel 2021, mentre per la Spagna si stima -12,8% quest’anno e una crescita del 6,3% nel 2021. Calo a doppia cifra anche per il PIL britannico, che scenderà del 10,2% nel 2020 per salire del 6,3% l’anno prossimo.

Calo dell’8% per l’economia Usa nel 2020 che rimbalzerà del 4,5% nel 2021 Ad aprile, il Fondo aveva previsto una contrazione del Pil del 5,9% quest’anno e una crescita del 4,7% nel 2021.

Le conseguenze sui ceti più deboli, scrive l’Fmi, saranno tali da minacciare i progressi fatti nella lotta alla povertà. In questo scenario, fa paradossalmente eccezione la Cina, da cui la pandemia è partita, per la quale il FMI vede una crescita complessiva nel 2020, anche se ferma all’1%, ai minimi dagli anni 70.

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