Fmi prevede una recessione globale, l’Italia tra i Paesi più colpiti

Il Pil globale scenderà del 3%. Per l'Italia, il picco è stimato al -9,1%. Ma lo scenario potrebbe essere anche peggiore

Andiamo verso una recessione globale: lo ha annunciato martedì il Fondo Monetario Internazionale, che ha pubblicato le sue previsioni in un rapporto che non si può dire non fosse atteso. La pandemia di COVID-19 farà sentire i suoi effetti sull’economia globale per l’anno in corso, con alcuni Paesi più colpiti di altri. Tra questi, l’Italia. 

La contrazione dell’economia globale

La contrazione dell’economia globale, che entra ufficialmente in recessione, è stimata per il 3% per il 2020, a fronte di un -0,6% del 2009 con la crisi Lehman Brothers. Prima dello scoppio dell’emergenza,  l’Fmi prevedeva per il 2020 una crescita globale del 3,3%. Le perdite complessive del Pil mondiale per la pandemia del coronavirus ammonteranno a quasi 9mila miliardi di dollari nel biennio 2020-21.

Come andrà l’Italia e l’Eurozona nel suo complesso

L’Eurozona nel suo complesso vedrà una riduzione del Pil del 7,5%, mentre la ripresa stimata per il 2021 sarà del 4,7%. E l’Italia, con un -9,1%, sarà penultima dopo la Grecia (-10%) nella classifica delle performance peggiori, ma ci aspetterà una ripresa nel 2021 del 4,8%. In difficoltà anche le altre principali economie dell’Unione: la Germania – 7%, la Francia -7,2%, la Spagna fa -8 %, la Gran Bretagna -6,5%. 

Le previsioni per Stati Uniti e Cina

Negative le previsioni per l’intero Occidente industrializzato: per gli Stati Uniti è previsto un -5,9%, seguito poi da una ripresa del 4,7%. Risparmiata dal segno meno la Cina, per cui le stime indicano una caduta al +1,2% dal livello stellare intorno al 6% in cui viaggiava nel periodo precedente la pandemia. La sua economia accelererà poi al 9%.

I dati potrebbero essere anche peggiori

Il rapporto sottolinea come la recessione attesa sia “senza precedenti”, addirittura peggiore, come ha già preannunciato il direttore generale dell’FMI Kristalina Georgieva, della Grande Depressione del 1929. 

“Come durante una guerra o una crisi politica, c’è un perdurante e grave incertezza sulla durata e l’intensità dello shock”, si legge nel rapporto. Difficile, insomma, dire una parola certa sulle modalità e l’ampiezza della ripresa. Soprattutto perché gli stessi dati sulla recessione potrebbero persino essere troppo ottimisti: dati “molto peggiori sono possibili e forse addirittura probabili” se si realizzeranno alcune variabili, come l’ulteriore prolungamento delle misure di contenimento, o se l’impatto subito dalle economie emergenti fosse più grave di quello preventivato. Anche fallimenti d’impresa e disoccupazione potrebbero ulteriormente peggiorare lo scenario che ci attende.

Gli scenari peggiori

In particolare, se il lockdown si protrarrà oltre le tempistiche previste, la recessione potrebbe peggiorare di tre punti, seguita da una ripresa di un punto inferiore nel 2021. In caso di una seconda ondata di coronavirus nel 2021, la ripresa stimata si annullerebbe. E se si realizzassero entrambe le ipotesi precedenti, tutto il 2021 sarebbe interessato da una grave recessione, con un Pil di 8 punti più basso rispetto al 5,8% stimato.

Disoccupazione

In termini di disoccupazione, il Fondo prevede per l’Italia un aumento dal 10 al 12,7%. In Grecia, si arriverà al 22,3%, in Spagna al 20,8%, mentre l’Eurozona nel suo complesso toccherà il 10,4%. Drammatiche anche le previsioni per gli Stati Uniti: nel 2020 si passa dal 3,7% al 10,4%.

Le raccomandazioni ai Governi

L’Fmi raccomanda ai Governi di stanziare aiuti per le popolazioni durante tutto il periodo di lockdown, e di garantire che le imprese possano riaprire velocemente. In questo senso, è fondamentale che le Banche centrali incoraggino gli istituti di credito a rinegoziare i prestiti concessi a famiglie e imprese in difficoltà.

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