Coronavirus, Fitch declassa l’Italia a BBB-, vicini al livello spazzatura

La decisione dell'agenzia a pochi giorni dal mancato downgrade da parte di S&P. Il Mef: il Paese è solido

L’agenzia di rating Fitch ha deciso di ridurre l’affidabilità del debito pubblico italiano, modificando il giudizio da BBB a BBB-, a un solo gradino dal livello “junk”, spazzatura. L’outlook è stabile. La decisione è giunta a quattro giorni dalla pagella di Standard & Poor’s che aveva fatto tirare un respiro di sollievo al Paese, poiché l’agenzia aveva lasciato invariato il rating a BBB, mantenendo l’outlook negativo.

Le previsioni su Pil e debito

Il declassamento, spiega l’agenzia statunitense, “riflette il significativo impatto della pandemia globale COVID-19 sull’economia italiana e sulla posizione fiscale del sovrano”.  In particolare, secondo Fitch il PIL si contrarrà dell’8% nel 2020. L’outlook stabile è invece dovuto alla previsione secondo cui il Covid-19 verrà contenuto nel 2020, cosa che porterebbe a una ripresa economica significativa nel 2021.

C’è anche fiducia che gli acquisti della Bce possano aiutare la reazione del Paese all’emergenza, diminuendo i rischi di rifinanziamento. Nel caso invece di un secondo ondata di infezioni e della conseguente ripresa del lockdown, “i risultati economici sarebbero più deboli per il 2020 e il 2021”.

Per Fitch, il rapporto tra debito pubblico lordo (GGGD) e PIL aumenterà di circa 20 punti percentuali nel 2020. “La nostra previsione GGGD di base”, afferma, “è del 156% del PIL entro la fine del 2020, rispetto all’attuale mediana “BBB” del 36% del PIL”. E secondo il nostro scenario di dinamica del debito di base, “il rapporto GGGD / PIL si stabilizzerà a questo livello molto elevato nel medio termine, sottolineando i rischi di sostenibilità del debito”.

L’impatto delle tensioni politiche

Attenzione anche per le tensioni politiche scatenate dalla pandemia. ”L’Italia ha dimostrato un’ampia coesione politica nelle prime settimane della pandemia”, è l’analisi dell’agenzia di rating, che osserva come “il sostegno per la coalizione di governo” sia aumentato. Eppure, “le tensioni politiche sono riemerse nelle ultime settimane”, e sono destinate ad intensificarsi “con il rilassamento graduale delle misure di lockdown e l’attenzione politica si sposterà sull’economia e la risposta comune europea alla crisi”.

I rischi

Se la decisione di Standard & Poor’s di evitare il declassamento dell’Italia aveva rinfrancato gli animi, la mossa di Fitch rischia invece di causare tensioni sul mercato dei titoli italiani e di aumentare lo spread. Questo, nonostante la recente iniziativa della Bce, che ha introdotto una sorta di “ombrello” per proteggere i titoli più a rischio speculazione. Christine Lagarde, infatti, ha stabilito che la Banca potrà anche acquistare titoli cosiddetti “spazzatura”.

La reazione del Mef

Secondo il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, “si tratta di effetti interamente dovuti a una causa esogena e temporanea. La valutazione degli impatti sulle prospettive di crescita e sul merito di credito sconta inevitabilmente un considerevole margine di incertezza. Le altre agenzie di rating hanno in effetti assunto un atteggiamento più prudente”.

Secondo il Ministro, la valutazione non tiene conto “delle rilevanti decisioni assunte nell’Unione europea, dagli Stati che la compongono e dalle istituzioni che ne fanno parte. In particolare”, prosegue il Mef, “non sembrano adeguatamente valorizzati l’orientamento strategico della Banca Centrale Europea e gli interventi che si stanno per realizzare con la condivisione delle responsabilità della gestione della reazione alla crisi e dei relativi oneri di finanziamento”.

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