Fitch, il nuovo Governo riduce il rischio di scontri con l’Ue

(Teleborsa) – Il nuovo Governo in Italia “riduce il rischio di uno scontro con l’Unione europea, ma non dà ancora piena chiarezza su importanti scelte sulle politiche fiscali ed economiche”. Lo afferma in una nota Fitch Ratings, rilevando che “per ora sono state evitate nuove elezioni, ma il rischio politico è ancora significativo”.

Fitch sottolinea inoltre che il fatto che la Lega, partito euroscettico, sia uscito dalla coalizione “riduce il rischio che le autorità italiane si svincolino dalle regole e dai processi fiscali europei, cosa che avrebbe potuto causare instabilità sui mercati finanziari”. Fitch rileva che gli ultimi sviluppi politici “sono coerenti con la nostra visione di lungo periodo secondo cui le tensioni politiche nel precedente governo di coalizione, entrato in carica nel giugno 2018, hanno reso improbabile che potesse durare fino a fine mandato“.

L’agenzia di rating ha ricordato che l’incertezza sulla politica fiscale ed economica aveva portato Fitch a confermare il rating BBB ma con outlook negativo sul debito sovrano italiano il 9 agosto scorso. “La formazione di un governo PD-M5S, che avrà anche il sostegno del gruppo di sinistra Liberi e Uguali (LeU), per ora evita le elezioni, ma la storia dell’antagonismo tra le parti e la possibilità di tensioni politiche presentano un rischio per la nuova amministrazione. La sostituzione della Lega euro-scettica con il PD pro-europeo riduce il rischio che le autorità italiane si liberino dai processi e dalle regole fiscali dell’Ue, che potrebbe causare instabilità nei mercati finanziari.

I rendimenti dei titoli di stato italiani sono scesi ai minimi storici questa settimana, sebbene ciò rifletta anche le aspettative che la Bce riprenderà il Qe. Non pensiamo – aggiungono gli analisti di Fitch – che il nuovo Governo perseguirà l’idea della Lega di utilizzare i buoni del tesoro su piccola scala (mini-BOT) a fini di pagamento, che in precedenza abbiamo detto che potrebbero avere implicazioni di rating negative. Il programma governativo provvisorio di 26 punti prevede un bilancio “espansivo” per il 2020 senza compromettere le finanze pubbliche italiane. Il governo cercherà una certa flessibilità sulla spesa dell’UE, ma lo farà in collaborazione con la nuova Commissione europea, secondo il programma. La formazione di un Governo dovrebbe evitare ritardi nel processo di bilancio 2020. Tuttavia, in assenza di ulteriori dettagli, la portata e la forma dell’adeguamento fiscale dal prossimo anno rimangono poco chiare.
Il Governo Lega-M5S si era impegnato in un adeguamento strutturale nel 2020 in linea con il patto di stabilità e crescita dell’UE, ma il Governo entrante deve affrontare la stessa sfida del suo predecessore nel ridurre il debito pubblico mentre la crescita economica è persistentemente debole. Ad esempio, ha affermato che fermerà l’attivazione della clausola di “salvaguardia” degli aumenti dell’IVA (che sarebbero coerenti con le azioni dei governi precedenti e con le nostre ipotesi alla nostra ultima revisione), ma ciò richiederebbe di trovare tagli sostanziali alla spesa, aumenti fiscali alternativi o una revisione significativa delle spese fiscali per raggiungere gli obiettivi fiscali”.

Fitch comunque rileva “un quadro fiscale in miglioramento (abbiamo ridotto la nostra previsione di disavanzo del 2019 di 0,2 punti percentuali al 2,1% del Pil nella nostra revisione di agosto) che riflette entrate fiscali, contributi previdenziali e dividendi superiori alle previsioni e un assorbimento inferiore alle previsioni di risorse dal reddito di cittadinanza e da Quota 100, piuttosto che miglioramenti strutturali. Il rallentamento della crescita e una previsione del saldo primario più debole significano che attualmente prevediamo che il debito pubblico lordo salirà al 134,7% del PIL nel 2021 dal 132,2% nel 2018“.

L’agenzia di rating prevede inoltre che “il PIL reale aumenterà di appena lo 0,1% nel 2019, in calo rispetto allo 0,9% dell’anno scorso. Sebbene il programma PD-M5S definisca ampie priorità economiche e sociali, ha pochi dettagli sulle riforme a favore della crescita. Il rating “BBB” e le prospettive negative dell’Italia riflettono un debito pubblico estremamente elevato, una crescita del Pil tendenzialmente molto bassa, il rischio e l’incertezza delle politiche e i rischi al ribasso associati alle nostre proiezioni del debito pubblico

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