Fitch conferma rating Italia a BBB, outlook stabile

(Teleborsa) – Fitch ha confermato il giudizio sulla tenuta creditizia dell’Italia con un rating “BBB” citando un’economia “diversificata e ad alto valore aggiunto” e indicatori di governance e di sviluppo umano “molto più alti della media europea”. Inoltre, l’indebitamento privato è “moderato”, il sistema pensionistico è “sostenibile” e i rendimenti sui titoli di stato sono “bassi”.

Tuttavia il debito pubblico è “estremamente alto”, la crescita del Pil tende a essere “bassa”, il settore bancario è “debole” e i rischi politici dati da movimenti populisti ed euroscettici non mancano. Alla luce di tutto questo, l’agenzia di rating ha lasciato invariato anche l’outlook, a stabile.

Sul piano fiscale, Fitch stima un deficit al 2,2% del Pil nel 2017, in calo dal 2,5% dell’anno precedente, “due terzi del quale è dovuto a costi più bassi sugli interessi” pagati sul debito. Il debito pubblico è visto salire al 132,5% del Pil quest’anno dal 132% del 2016, “in parte per via degli interventi nel sistema bancario fatti nell’anno e pari allo 0,6% del Pil”; nelle previsioni di Fitch, il debito “calerà solo gradualmente nel medio termine al 128,3% nel 2021”.

Questo, fa notare l’agenzia, lascerebbe l’Italia come uno dei Paesi più indebitati tra quelli di cui ha un rating; le nazioni con un rating BBB hanno in media un debito pari al 42,3% del Pil. 

Sul fronte economico, Fitch riconosce che l’attività economica in Italia ha ripreso slancio, cosa fotografata anche dal Fondo monetario internazionale che durante i suoi Annual Meetings la settimana scorsa ha rivisto al rialzo le stime di crescita. Per l’agenzia di rating tuttavia le prospettive di medio termine continuano a essere deboli. Grazie alla domanda interna, Fitch si aspetta un Pil in rialzo dell’1,4% nel 2017 dopo un +0,9% nel 2016. Nel 2018 è previsto un +1,1%: il rallentamento viene spiegato con un “raffreddamento dei consumi privati dovuto a un calo dei salari reali” che controbilancia un’accelerazione degli investimenti. 

Quanto alla politica, “il panorama resta altamente frammentato con i rischi di un Governo debole e di partiti populisti ed euroscettici che influenzano le decisioni politiche dopo le elezioni da tenersi entro il maggio 2018”. Fitch cita sondaggi per dire che si rischiano coalizioni difficili e magari una minoranza al Governo. La riforma elettorale in discussione “probabilmente abbasserà le chance che un partito non di massa finisca al Governo, richiedendo allo stesso tempo una coalizione ampia per governare”. Anche per questo Fitch continua a vedere prospettive di medio termine deboli per riforme strutturali di peso.

Come riconosciuto dalla Bce e dal Fondo, anche Fitch ricorda che il settore bancario italiano è caratterizzato da alti livelli di crediti deteriorati (i non performing loans) e da una redditività debole, elementi che vanno a pesare sulle prospettive della nazione. Fitch non manca tuttavia di riconoscere “i miglioramenti” fatti con le sofferenze (la categoria peggiore di npl), scese al 9,5% del totale dei prestiti ad agosto dal picco del 10,9% di aprile. Fitch si aspetta in ogni caso un continuo ma graduale miglioramento nell’anno prossimo.

Infine, l’agenzia nota che la fiducia nel settore bancario è migliorata sin da inizio anno ma che la ricapitalizzazione del Monte dei Pashi di Siena ha aggiunto 5,4 miliardi di euro al debito pubblico quest’anno, cifra a cui si sommano altri 4,8 miliardi legati alla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

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