Fit for 55, il maxi piano UE su clima e energia

(Teleborsa) – Le preoccupazioni sull’accelerazione che l’Unione europea ha voluto impartire alla “transizione energetica” con il pacchetto “Fit for 55” (tagliare del 55% le emissioni di CO2 entro il 20230, rispetto i livelli del 1990) sono “comprensibli, ed è compito della politica indirizzarle, ma siamo di fronte a una transizione impegnativa che offre anche grandissime opportunità, in particolare alle imprese con maggiore capacità di innovazione”.

Lo ha detto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni intervistato durante la Rcs Academy Conference. “Governi e istituzioni proteggeranno le fasce più deboli della popolazione” dai rincari legati a queste politiche. Peraltro “intervenire piu’ tardi avrebbe un costo smisurato”, ha aggiunto.

“Secondo nostri calcoli – ha proseguito – avremo bisogno di investimenti aggiuntivi da qui al 2030 ogni anno di circa 520 miliardi nell’Ue. Ovviamente una parte minoritaria dovrà essere pubblica, e non dobbiamo ripetere quanto fatto nella precedente crisi in cui investimenti pubblici si sono avviati verso lo zero, avremo buon livello di investimenti pubblici in 2021 e 2022 dobbiamo cercare di mantenerli, sarà parte della discussione che apriamo oggi sul Patto di stabilità”. Ma questi 520 miliardi extra di spese dovranno essere “principalmente del settore privato”, ha chiarito, senza specificare in maniera più precisa quanto sia la qua del privato su questa cifra stimata. Intanto, “sull’energia la priorità assoluta va alle rinnovabili, che sono avanti ma non abbastanza” per soddisfare il fabbisogno futuro. “Ad esempio sull’auto – ha detto Gentiloni – l’energia elettrica dovrà essere principalmente dalle rinnovabili e bisognerà investire sulle rinnovabili”.

In generale, sullo scenario di una Europa che si ritrovi sola su questa corsa a tagliare le emissioni “il rischio c’è”, ha ammesso Gentiloni. “Ma penso che abbiamo alle spalle una esperienza positiva. Fit for 55 è stato deciso in piena pandemia l’estate scorsa, lì poteva sembrare una fuga in avanti, poi abbiamo visto che nei mesi seguenti altri attori globali hanno condiviso il target della neutralità sulle emissioni al 2050 e a novembre la vittoria di Biden ha riportato gli Usa negli accordi di Parigi”. “Resta il fatto che l’UE rappresenta solo l’8% delle emissioni globali di CO2. Dobbiamo gestire la transizione in casa nostra proteggendo le fasce più vulnerabili e non può essere un fatto solo Ue”.

Quanto al gas è “senza dubbio definibile come una energia di transizione”, mentre secondo l’eurocommissario sul ruolo del nucleare nella green economy “non si può non guardare con attenzione” ai possibili sviluppi tecnologici “ma oggi credo che restino grandi difficoltà su costi e smaltimento”. Gentiloni ha ammesso che sul tema dell’energia atomica esistono posizioni molti variegate in Europa, con Paesi come la Francia che ne fanno un uso molto ampio. Sul gas naturale “abbiamo visto in questi mesi l’impatto che ha avuto l’incremento dei prezzi, ma un conto è essere consapevoli della sua importanza per la transizione, un altro è come inserirla dentro criteri della tassonomia”, ha detto.

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