Fisco, sanzioni più favorevoli con il “favor rei”

(Teleborsa) – Basta un’istanza per avere il favor rei sugli atti non definitivi emessi fino al 31 dicembre 2015.

Lo rende noto l’Agenzia delle Entrate nelle prime istruzioni per applicare il nuovo sistema sanzionatorio amministrativo basato, appunto, sul principio del “favor rei”.

Negli atti emessi a decorrere dal 1 gennaio 2016 invece “sono esposte le circostanze di fatto e di diritto che giustificano l’applicazione del principio del favor rei”.

La circolare ricorda che se il contribuente ha definito in acquiescenza nel 2016 un atto notificato entro il 31 dicembre 2015, ha comunque diritto alla definizione agevolata con riduzione ad un sesto delle sanzioni irrogate e successivamente rideterminate, in quanto la precedente norma di favore era ancora in vigore alla data di emissione dell’atto.

Nel caso in cui per l’atto sia stato proposto ricorso presso le commissioni tributarie, prosegue l’Agenzia, bisogna distinguere il caso in cui la sanzione è stata abolita dal caso in cui sussistono i presupposti per l’applicazione di una sanzione più favorevole.

Mentre nel primo caso gli Uffici provvedono autonomamente a ricalcolare le sanzioni e a comunicarne l’esito sia al contribuente che alla commissione, nel secondo caso le sanzioni irrogate possono essere ricalcolate dagli uffici sia direttamente che su richiesta dell’organo giudicante.

In generale, conclude l’Agenzia delle Entrate, “al fine di stabilire quale sia la norma effettivamente più favorevole, l’Ufficio deve confrontare le due norme sanzionatorie in concreto e non in astratto, tenendo conto anche delle circostanze aggravanti ed attenuanti o esimenti eventualmente previste dalla legge e verificando gli effetti della loro applicazione in rapporto alle caratteristiche del comportamento tenuto dal contribuente”.

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