“First America”: Trump alla Casa Bianca tra scontri e proteste firma subito il decreto anti”Obamacare”

(Teleborsa) – E’ fatta. Donald Trump è ufficialmente il 45mo presidente degli Stati Uniti d’America. Dopo aver giurato davanti alla folla radunata davanti alla scalinata di Capitol Hill, il tycoon congeda Mr and Ms Obama e si prende la Casa Bianca.

Un insediamento che, come da previsioni, non è filato liscio. Anzi. Più di duecento persone, infatti, sono state arrestate a Washington per scontri e proteste violente che si sono sviluppate nelle stesse ore in cui Donald Trump giurava come presidente degli Usa. Neanche il tempo di giurare, poi, che c’è già chi inizia il conto alla rovescia. Subito dopo il giuramento, infatti, il sito americano BuzzFeed ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un ironico countdown per informare i lettori su quanto tempo manca al prossimo Inauguration Day, giorno in cui molti americani si augurano che a prestare giuramento non sia, nuovamente, lo stesso Trump.
 

Intanto, l’ex magnate, ora uomo più potente del mondo, si accomoda all’interno dell’Ufficio Ovale e inizia il suo mandato firmando le prime direttive per dare seguito a quanto promesso agli elettori: 

Abrogazione della Care Act (cosiddetta “obamacare”), la legge sulla sanità voluta da Obama.

Ritorna il busto di Winston Churchill nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca, dopo che Obama lo aveva fatto sostituire con una statua di Martin Luther King. Trump ha ordinato che rimanessero entrambi gli eroi.

FIRST AMERICA, LA RICETTA DEL TYCOON –  Trump non ne vuole sapere di fare retromarcia. Nessun passo indietro, infatti, rispetto ai toni duri della campagna elettorale, nessuna concessione agli avversari, piuttosto la convinzione che la sua ricetta “rifarà grande l’America”.

RITORNO AL PROTEZIONISMO? “Per molti anni abbiamo arricchito l’industria straniera a scapito di quella statunitense, abbiamo difeso i confini di altre nazioni e non i nostri. Da oggi ci sarà una nuova visione: l’America viene prima. Ogni decisione sul commercio, sulle tasse, in materia di immigrazione, sugli esteri sarà presa a beneficio dei lavoratori americani e delle famiglie americane. Dobbiamo proteggere i nostri confini dalle devastazioni di altri paesi che distruggono i nostri prodotti, rubano le nostre aziende e distruggono il nostro lavoro. L’America tornerà a vincere, come mai prima. Ci riprenderemo i nostri posti di lavoro. Ci riprenderemo i nostri confini. Ci riprenderemo la nostra ricchezza. E ci riprenderemo i nostri sogni. Ricostruiremo il nostro paese con mani americane e lavoro americano. Seguiremo due semplici regole: compra americano e assumi americano”.

“SRADICHEREMO IL TERRORISMO DALLA FACCIA DELLA TERRA” –  Idee molto chiare anche sul piano delle relazioni internazionali cercheremo amicizia e buona volontà con le nazioni del mondo, sapendo che ognuno ha il diritto di mettere i propri interessi al primo posto. Rinforzeremo vecchie alleanze e ne formeremo nuove, uniremo il mondo civilizzato contro il terrorismo islamico radicale, che sradicheremo completamente dalla faccia della Terra”.
 

IL TRUMP TEAM –  Donald Trump, magnate dal background politico debolissimo, non sarà un uomo solo al comando. Attorno a lui un team di “fedelissimi”. Reince Priebus sarà il capo di gabinetto e consigliere del presidente. A Stephen Bennon il compito di mantenere i legami ideologici con quel movimento populista ed anti-immigrati che è stata la carta vincente del tycoon. Il genero di Trump Jared Kushner, marito di Ivanka,  sarà negoziatore per la pace in Medio Oriente. Sean Spicer sarà il portavoce del presidente: a lui l’arduo compito di gestire i rapporti  da sempre burrascosi tra il presidente e i media.

Compito delicatissimo per  Michael Flynn,  Consigliere per la Sicurezza Nazionale che dovrà rapportare costantemente il presidente su tutti i dossier di politica estera e di sicurezza. Donald McGahn sarà invece il consigliere legale. Al noto avvocato conservatore, spetterà il compito estremamente delicato di difendere e consigliare un presidente come Trump. Un vero e proprio impero economico quello del neo presidente Usa, esposto costantemente a rischi di conflitti di interesse.

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