Fincantieri, sui risultati impatto lockdown. Resta solido portafoglio ordini

(Teleborsa) – Fincantieri chiude i primi nove mesi dell’anno con ricavi pari a 3.534 milioni di euro, in calo del 16,2% rispetto ai 4.217 milioni del 2019, risentendo della perdita di valore della produzione causata dalla pandemia di Covid-19. A causa dell’emergenza sanitaria, E’ stato perso il 19% delle ore di produzione e circa euro 945 milioni di ricavi non sviluppati.

L’EBITDA si è portato a 200 milioni di euro e sconta la riduzione dei volumi di produzione dei siti italiani del Gruppo, con un EBITDA margin al 5,7%, in miglioramento rispetto al 5% del primo semestre (7,3% al 30 settembre 2019). La perdita di EBITDA, dovuta allo slittamento dei programmi produttivi, è stata calcolata in circa euro 71 milioni (di cui euro 6 milioni nel terzo trimestre 2020).

Sono stati contabilizzati oneri straordinari legati al Covid-19 per 149 milioni di euro, principalmente riconducibili al mancato assorbimento dei costi fissi di produzione.

L’Ad Giuseppe Bono ha sottolineato che i risultati “rispecchiano le difficoltà di un momento storico tra i più delicati per l’economia mondiale e che la stessa Fincantieri abbia mai affrontato”. In una situazione così “eccezionale” – ha aggiunto – “ritengo sia da sottolineare la nostra capacità di guardare al futuro e di assicurare ai nostri azionisti e agli altri nostri stakeholders una stabilità e una continuità di lavoro per i prossimi anni”.

Parlando degli sviluppi del business, l’Ad ha spiegato che nelle crociere emerge una ripresa molto graduale, mentre nel militare, oltre alla recente prestigiosa commessa per le navi destinate alla US Navy, sono in corso negoziazioni concrete con paesi esteri per l’esportazione di fregate FREMM.

Il carico di lavoro complessivo ha raggiunto i 36,8 miliardi di euro, circa 6,3 volte i ricavi del 2019, dopo l’acquisizione di ordini per 1,9 miliardi. In particolare il backlog al 30 settembre 2020 era pari a euro 26,9 miliardi (28,4 miliardi al 30 settembre 2019) con 88 navi in portafoglio in consegna fino al 2027, mentre il soft backlog ha raggiunto un record di 9,9 miliardi (3,9 miliardi al 30 settembre 2019). Consegnate 14 navi da 9 stabilimenti diversi, tra cui 5 unità cruise, 2 navi militari e 3 unità fishery

L’indebitamento finanziario netto si attesta a 1.425 milioni (736 milioni al 31 dicembre 2019), per lo slittamento delle consegne cruise e degli incassi delle rate in corso di costruzione. Tale rimodulazione – si sottolinea – rientra nella strategia del Gruppo di salvaguardare l’ingente carico di lavoro acquisito e rafforzare i rapporti con i clienti. L’impatto delle misure adottate insieme con lo slittamento delle consegne a seguito del rallentamento produttivo è nell’ordine di euro 600 milioni ed è in linea con le previsioni e si prevede sia recuperato negli anni successivi con le consegne delle navi in portafoglio

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