Fiducia famiglie e imprese: per i commercianti quadro economico fragile

(Teleborsa) – Al deterioramento del sentiment delle famiglie fa riscontro la riduzione della fiducia delle imprese del commercio al dettaglio, segno che, al netto dei durevoli, il mondo dei consumi è ancora in difficoltà. La fiducia degli imprenditori degli altri settori è in moderata crescita. Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati sulla fiducia delle famiglie e delle imprese diffusi oggi dall’ISTAT.

Dentro un quadro economico molto fragile, emergono, tuttavia, interessanti indizi di vitalità. I dati odierni – prosegue la nota – indicano, infatti, un’ulteriore crescita del grado di utilizzo degli impianti nel quarto trimestre del 2016, riportandolo ai livelli pre-crisi. Inoltre, i giudizi più favorevoli riguardo al tenore della domanda e alla pressione dei vincoli finanziari fanno ritenere possibile un’accelerazione degli investimenti già nei prossimi mesi.

In questo contesto di ripresa seppure ancora moderata e incerta, Confcommercio spiega che è importante scongiurare il rischio di manovre aggiuntive che potrebbero deteriorare ulteriormente la fiducia delle famiglie e comprimere la nascente propensione a investire da parte delle imprese.
A Confcommercio fa eco Confesercenti che spiega come la fiducia degli italiani non si consolidi e continui a viaggiare sull’ottovolante.

L’andamento dell’indice di fiducia di gennaio, infatti, capovolge completamente le rilevazioni di dicembre, e ci segnala per il mese in corso un peggioramento per i consumatori ed un miglioramento per le imprese, con l’eccezione negativa delle imprese della distribuzione commerciale. Un segnale preoccupante, che dimostra il persistere delle difficoltà del commercio. Per i servizi di mercato, legati o alle imprese o al turismo, la situazione appare invece più serena. E’ l’analisi dell’Ufficio Economico Confesercenti che spiega come “servirebbero e interventi mirati a sostengo del mercato interno ed il commercio, anche considerando che i consumi sono i principali responsabili della crescita del nostro PIL ma per arrivare ad un consolidamento definitivo del clima di fiducia occorre fare di più. Se infatti è evidente che i gravi eventi dell’ultimo periodo abbiano inciso, continuiamo però anche a scontare i problemi di fondo del Paese, dall’eccesso del carico fiscale – la cui lieve riduzione non sembra essere stata avvertita dalla gran parte degli italiani – ad un quadro di profonda incertezza politica ed economica che ancora impedisce un pieno recupero della fiducia di imprese e consumatori”.

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