Fiducia, dati Istat: per Confesercenti e Confcommercio un segnale positivo e incoraggiante

(Teleborsa) – Un segnale positivo per l’estate. Nel mese di maggio consumatori ed imprese fanno registrare un significativo aumento del clima di fiducia, effetto prevedibile delle riaperture e del proseguimento della campagna vaccinale: sarebbe preoccupante se non ci fosse un rimbalzo. Così l’Ufficio economico Confesercenti ha commentato i dati Istat sulla fiducia di consumatori ed imprese a maggio.

“Un recupero atteso, soprattutto per quei servizi di mercato che sono stati i più penalizzati dalla crisi come il turismo, che registra un rimbalzo di oltre 30 punti con un’accelerazione delle attese degli ordini. Più lenta, invece, la ripresa del commercio al dettaglio che, pur registrando un aumento del clima di fiducia, resta penalizzato da un downgrade della spesa e dall’incremento delle vendite on line, mentre la riapertura dei centri commerciali nei weekend dovrebbe migliorare la percezione nella grande distribuzione. Il boom di fiducia – dovuto al calendario di riaperture e alla percezione che l’incubo pandemia stia finalmente finendo – va ora consolidato e tramutato in una ripresa concreta, in primo luogo proseguendo con misure mirate a sostenere il rilancio”, si legge in una nota.

Il deciso recupero della fiducia rilevato a maggio sia per le famiglie che per le imprese, in gran parte atteso considerando la concomitante fase di riapertura e l’avanzamento della campagna vaccinale, è un segnale importante per la ripresa. Evidenzia, in modo rassicurante, l’accordo tra funzionamento delle istituzioni e propensioni dei cittadini e del mondo produttivo a partecipare senza riserve alla costruzione della crescita economica. È stato il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati sulla fiducia di imprese e famiglie a maggio diffusi oggi dall’Istat.

“Il sentiment delle famiglie, ancora distante dai valori del 2018, è tornato sui livelli di febbraio 2020, realizzando almeno la necessaria premessa per quel recupero della domanda coerente con una variazione del PIL attorno al 4% nell’anno in corso. Allo stesso tempo – conclude la nota – è significativo che il recupero della fiducia delle imprese sia diffuso a tutti i settori e coinvolga in misura più rilevante proprio i comparti produttivi più colpiti dalla pandemia, come il turismo, i trasporti ed il commercio tradizionale“, ha sottolineato l’Associazione.

(Foto: Dimitris Vetsikas / Pixabay)

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