Fiat Chrysler, conti in crescita ma gli accantonamenti pesano sull’utile

Fiat Chrysler Automobile ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto escluse voci non ricorrenti (adjusted) di 303 milioni di euro, a fronte dei 230 milioni di euro del terzo trimestre 2014. Ante rettifiche, il terzo trimestre riporta una perdita di 299 milioni di euro rispetto ad un utile di 188 milioni di euro nel terzo trimestre 2014.

I ricavi sono in aumento del 17% a 27,5 miliardi di euro ed un EBIT adjusted in crescita del 35% a 1,3 miliardi di euro, per effetto della forte performance dei mercati nordamericano ed europeo, della Ferrari e della componentistica. 

Il Gruppo ha rilevato oneri non ricorrenti (esclusi dall’EBIT adjusted) pari a 602 milioni di euro al netto delle imposte, principalmente per riflettere negli accantonamenti l’attuale contesto normativo e delle campagne di richiamo. 

I veicoli consegnati a livello globale sono stati 1,1 milioni, in linea con il terzo trimestre 2014. Continua il buon andamento del marchio Jeep, con le consegne a livello globale in aumento del 27%.

L’indebitamento netto industriale è diminuito di 0,2 miliardi di euro nel trimestre, attestandosi a 7,8 miliardi di euro.

FCA ha confermato i target per l’anno in corso, rivisti al rialzo nel secondo trimestre: consegne a livello globale a circa 4,8 milioni di veicoli; ricavi a oltre 110 miliardi di euro; EBIT adjusted pari o superiore a 4,5 miliardi di euro; utile netto adjusted pari a circa 1,2 miliardi di euro con un utile base per azione (EPS) adjusted pari a circa 0,77 euro; il target per l’indebitamento netto industriale, ora compreso tra 6,6 e 7,1 miliardi di euro (da 7,5 e 8 miliardi di euro), è stato rivisto per tener conto delle transazioni completate in relazione all’IPO di Ferrari.

La reazione del mercato alla pubblicazione dei risultati di FCA è stata molto negativa, a causa del risultato in rosso dovuto agli accantonamenti per i richiami. Le azioni Fiat Chrysler scambiano ora a 13,23 euro in ribasso del 4,1%.

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