Ferrovie dello Stato, Corte dei conti approva relazione su gestione 2019

(Teleborsa) – La Sezione controllo enti della Corte dei conti ha approvato la Relazione sulla gestione 2019 di Ferrovie dello Stato italiane, società partecipata al 100 per cento dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che controlla una complessa rete di società operative nei quattro settori della filiera produttiva: trasporto (Trenitalia, Mercitalia logistics, Busitalia Sita Nord, Ferrovie del Sud Est e servizi automobilistici, M5), infrastruttura (Rete ferroviaria italiana, Anas, Italferr), servizi immobiliari (Grandi stazioni immobiliare, FS Sistemi urbani) e altri servizi (Ferservizi, Fercredit, Italcertifer, Nugo, FSTechology).

Nel 2019 il risultato netto di esercizio di gruppo – si legge nella Relazione della Corte dei Conti – è pari a 584 milioni di euro in crescita rispetto all’esercizio precedente (559 milioni nel 2018). I ricavi operativi di gruppo fanno registrare un aumento di 363 milioni di euro (3 per cento sul 2018), derivante principalmente dalla crescita dei ricavi da servizi di trasporto (230 milioni), dei ricavi da servizi di infrastruttura (133 milioni) e degli altri ricavi da contratti con la clientela (18 milioni) e dal decremento degli altri ricavi e proventi (18 milioni). La Corte registra, inoltre, l’incremento dei ricavi del servizio passeggeri su ferro a lungo raggio (85 milioni) e del servizio ferroviario regionale (65 milioni). Nel 2019, Trenitalia ha sottoscritto nuovi contratti di servizio con le Regioni Campania, Marche, Toscana e Calabria.

Nel 2019, invece, il risultato netto di esercizio di Ferrovie dello Stato italiane ammonta a 227 milioni, 165 milioni in più rispetto al 2018.

Nella Relazione della Corte vengono ripercorse le vicende che hanno riguardato FS Tecnology in relazione a gare che sono state sottoposte a revisione a causa di profili di inadeguatezza dei bandi, che hanno riguardato anche la società Ferservizi e hanno portato a scelte del Consiglio di amministrazione di FS in ordine alla sostituzione dei vertici delle due società. In tale ambito, la magistratura contabile sottolinea anche l’esigenza di effettuare i dovuti riscontri sulle economie attese dalla descritta operazione, rispetto al precedente assetto gestionale IT, all’esito degli interventi di audit concernenti la determinazione dei contratti di servizio tra FS Technology e le società del gruppo, prevista dal Piano 2020.

Con riferimento alla ricapitalizzazione di Fse per 42 milioni di euro e la conversione in capitale sociale di una parte di finanziamenti precedentemente erogati per euro 32 milioni, la Relazione evidenzia che la Corte di giustizia europea, con Sentenza del 19 dicembre 2019, ha ritenuto siano qualificati come “aiuti di Stato”. Conseguentemente, il Consiglio di Stato, quale giudice del rinvio, ha dato incarico a un consulente di accertare “se il valore di Ferrovie del Sud Est e Servizi alla data di tale trasferimento, come aumentato, ove occorra, dello stanziamento della somma di euro 70 milioni in suo favore da parte dello Stato italiano, superi l’importo dell’investimento che Ferrovie dello Stato Italiano deve effettuare al fine di onorare il proprio obbligo di rimuovere lo squilibrio patrimoniale di Fse”.


Alla luce di quanto precede e di quanto evidenziato nei precedenti referti, la Corte richiama l’attenzione della capogruppo sull’adozione delle misure necessarie a mantenere indenne il patrimonio sociale.

La posizione finanziaria netta non registra variazioni rispetto al 2018 e rimane pari a 948 milioni nel 2019. I Mezzi propri hanno registrato un incremento di 232 milioni dovuto essenzialmente all’utile di esercizio (227 milioni di euro).

Come nel pregresso referto la Corte conferma margini di miglioramento in termini di ottimizzazione della pianificazione, programmazione e gestione integrata tra Ferrovie dello Stato e Anas (in linea con le previsioni dell’art. 49, comma 1, del d.l. 17 aprile 2017, n. 50, convertito dalla l. 21 giugno 2017, n. 96) anche con l’obiettivo di ridurre gli extra costi nei progetti da realizzare e di ottimizzare le ingenti risorse destinate al finanziamento dei contratti di programma di Anas e RFI.

Infine la Relazione evidenzia che nell’esercizio in esame – a seguito di rilievi effettuati dalla Corte e all’esito di uno specifico audit – “sono emerse importanti criticità relative alle procedure di affidamento dei contratti assicurativi, di gestione delle polizze, congruità dei premi pagati e modalità di tenuta e conservazione dei singoli fascicoli, che solo nel 2020 hanno dato luogo a specifici piani di azione tesi al miglioramento gestionale del settore”.

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