Ferretti: economia italiana in terapia intensiva, serve svolta strutturale

(Teleborsa) – “L’economia italiana non potrà essere mantenuta in terapia intensiva per sempre”. Con queste parole l’economista Andrea Ferretti ha sintetizzato le sue preoccupazioni in merito alle possibili conseguenze economiche della crisi politica del Paese. Per Ferretti l’economia è infatti al momento “intubata e respira grazie a un respiratore artificiale”.

Sono tre i fattori che determinato questa situazione secondo l’economista. La prima riguarda le misure messe in campo dall’esecutivo che vanno dal blocco dei licenziamenti e il rinvio delle scadenze fiscali per le imprese alla cassa integrazione “a oltranza” finanziata con nuovo debito, oltre che ai sussidi garantiti a cittadini e imprese. “Misure emergenziali” e “che non potranno durare in eterno”.

Il secondo fattore riguarda il ruolo della BCE nel fronteggiare la crisi economica generata dalla pandemia. La Banca Centrale Europea ha infatti “inondato il sistema bancario con 1.700 miliardi” con lo scopo di permettergli di sostenere il tessuto produttivo. Ferretti fa notare che anche in questo caso si parla di misure emergenziali e che verranno immediatamente contrastate dai Paesi europei del Nord una volta che l’emergenza sarà terminata.

Infine, per l’economista l’ultimo fattore riguarda le norme più soft su accantonamenti e patrimoni delle stesse banche in relazione al debito erogato garantite dall’EBA. Anche in questo caso un loro prolungamento oltre misura potrebbe incidere su un incremento del rischio relativo ai crediti deteriorati.

“Primo o poi bisognerà levare i tubi e vedere se riusciamo a respirare da soli. Il punto è che riusciremo a respirare da soli solamente se la politica riuscirà a utilizzare i 209 miliardi del Recovery Fund per dare una svolta strutturale alla nostra economia o se li userà per finalità politico-elettorali”, ha concluso l’economista.

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