Federdistribuzione: “Dati Istat preoccupanti. Sostenere consumi per ripresa del Paese”

(Teleborsa) – Un Paese bloccato che necessita di misure coraggiose per una ripartenza efficace. Il presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara commenta così i dati pubblicati oggi dall’Istat. Informazioni che – prosegue Gradara – “cominciano a prefigurare l’impatto dell’emergenza Covid-19 sul sistema Italia”.

Se l’occupazione in qualche misura tiene, le maggiori preoccupazione espresse dal presidente di Federdistribuzione riguardano il PIL. “I dati di marzo sull‘occupazione indicano una sostanziale tenuta. Le misure varate sugli ammortizzatori sociali sono utili ma è necessario potervi accedere velocemente e con procedure semplificate per garantirne la massima efficacia e assicurare anche per i mesi successivi la maggiore stabilità occupazionale possibile. La stima preliminare sul PIL del primo trimestre – avverte Gradara – è invece drammatica: il Paese si è bloccato e questo si ripercuote sia sulla componente estera frenando le esportazioni sia sulla domanda interna, con investimenti e consumi che trascinano verso il basso i dati del PIL. Un quadro destinato a peggiorare ulteriormente, come testimoniano tutte le previsioni fatte dagli istituti specializzati e i dati inseriti dal Governo nell’aggiornamento del DEF. È quindi fondamentale pensare da subito a misure di sostegno dei consumi, per rendere questa variabile il vero motore della futura ripresa del Paese”.

Per il presidente di Federdistribuzione la GDO è un settore fondamentale per il contenimento dei prezzi. “Anche i dati sull’inflazione di aprile sono la spia di quanto sta succedendo. Se da un lato i cali del petrolio introducono una variazione negativa nella dinamica dei prezzi, dall’altro alcune oggettive difficoltà nelle filiere portano a un rialzo dei beni, prevalentemente quelli alimentari. Il fenomeno è però sotto controllo e la Distribuzione Moderna è fortemente impegnata a contenere gli incrementi attraverso politiche commerciali volte alla tutela del potere d’acquisto dei consumatori. Molte insegne hanno dichiarato di mantenere i prezzi fermi per ampi panieri di prodotti essenziali e il lavoro con i fornitori è costante per contenere le variazioni al rialzo. Secondo le più recenti rilevazioni di istituti esterni – conclude Gradara – l’inflazione del carrello della spesa è nella GDO pari al +1,4%“.

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