FED pronta a nuovo rialzo tassi. Attenzione a segnali per meeting dicembre

(Teleborsa) – L’esito della riunione della Banca centrale statunitense, che si concluderà stasera, è quasi scontato per il mercato: la Federal Reserve aumenterà i tassi di 75 punti base per la quarta volta consecutiva, portando il tasso di prestito overnight a un intervallo 3,75%-4,00%. La vera incognita per i mercati è se la FED accennerà a una decelerazione nel ritmo dei rialzi dei tassi a partire da dicembre, per il timore di esercitare troppa pressione sull’economia e sui mercati finanziari.

“La vera domanda è: che tipo di segnali ci saranno, se ce ne saranno, per l’aumento dei tassi di dicembre – ha commentato Erik Weisman, Chief Economist and Portfolio Manager di MFS Investment Management – Un altro aumento di 75 punti base a dicembre indicherebbe che la FED non ha ancora raggiunto l’obiettivo. Ma un accenno a 50 punti base a dicembre potrebbe essere il segnale che la FED si sta muovendo verso un approccio più graduale, con una visione più chiara del percorso verso il tasso di riferimento (cioè il “pivot”)”.

Le proiezioni pubblicate alla fine della riunione del 20-21 settembre suggeriscono che la maggior parte dei 19 policymaker della FED prevede di poter iniziare a rallentare i rialzi dei tassi a dicembre e raggiungere un tasso massimo del 4,50%-4,75% nel 2023. Ma i dati economici diffusi da quell’incontro sono stati contrastanti, con l’inflazione ancora molto alta e alcuni segnali che la spesa delle famiglie e la crescita dell’occupazione si stanno attenuando.

“Ha preso piede l’idea che l’economia statunitense entrerà probabilmente in una (lieve) recessione nei prossimi trimestri – fa notare Christian Scherrmann, U.S. economist di DWS – Poiché le previsioni della FED sulla crescita economica per il 2023 sono attualmente relativamente ottimistiche, la FED potrebbe riformulare la sua prospettiva in una lieve flessione, persino in una recessione, in cui persistono pressioni inflazionistiche. Ciò giustificherebbe la FED a fare una pausa nei rialzi dei tassi, ma a mantenerli alti per spegnere l’inflazione – e nel caso in cui fosse necessario aumentarli ulteriormente”.

Gli analisti, comunque, non si aspettano dichiarazioni chiare da Jerome Powell riguardo al meeting di dicembre. Probabilmente, il numero uno della FED farà notare che la decisione della Banca centrale si baserà su una serie di dati in uscita prima della prossima riunione, inclusi altri due rapporti mensili sullo stato del mercato del lavoro statunitense e, soprattutto, nuove letture dell’inflazione.

“Il presidente Powell non dovrebbe fornire indicazioni sull’entità del rialzo a dicembre per mantenere aperte tutte le opzioni prima del rapporto sull’inflazione statunitense di ottobre – ha affermato Francois Rimeu, senior strategist de La Française AM – Le decisioni sul ritmo dei rialzi dovrebbero continuare a dipendere dai dati in arrivo e dall’evoluzione delle prospettive”.