FED, l’inizio del tapering è ormai scontato. Occhi puntati sui tassi

(Teleborsa) – Dopo 18 mesi di acquisti sostenuti di asset (attualmente pari a 120 miliardi di dollari al mese), la Federal Reserve annuncerà oggi l’inizio del tapering. Le aspettative degli analisti sono per una riduzione degli acquisti di Treasury e MBS, rispettivamente, di 10 miliardi di dollari e 5 miliardi di dollari al mese, con una conclusione del quantitative easing a giugno 2022. La mossa è stata da tempo segnalata dal presidente Jerome Powell e da altri funzionari della banca centrale USA, e quindi i mercati non saranno presi di sorpresa. C’è meno chiarezza su cosa succederà dopo la prima metà del 2022, con gli osservatori che monitoreranno le parole di Powell sul possibile rialzo dei tassi e sull’andamento dell’inflazione, che ormai pochi continuano a considerare transitoria.

Secondo il team strategie di credito globale di Algebris, “il ritmo di diminuzione è destinato ad accelerare per portare gli acquisti a zero a metà del 2022, anche se la comunicazione sulla data di termini degli acquisti potrebbe rimanere flessibile. È probabile che Powell chiarisca che non ci si devono aspettare rialzi solo perché inizia il tapering, spingendo le aspettative di mercato al 2023”. “L’aspetto chiave – viene sottolineato – avrà a che fare con la comunicazione, con Powell che dovrà evitare di commettere gli stessi errori commessi dalla presidente della BCE Lagarde nella scorsa settimana”.

Con l’annuncio della fine degli acquisti di titoli ormai scontato, l’attenzione di analisti e investitori si sposta su altre variabili. “Ci aspettiamo un cambiamento nella forward guidance della FED – afferma Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income of Allianz Global Investors – Infatti, con l’inflazione che si assesta su livelli elevati, il ciclo di rialzo dei tassi presentato al mercato, secondo il quale i rialzi dei tassi inizierebbero solo dopo il tapering, non ci sembra più appropriato nelle circostanze attuali. È importante che la FED riconquisti un margine di manovra per garantire la credibilità del suo obiettivo di stabilità dei prezzi e ancorare le aspettative di inflazione a livelli coerenti con tale obiettivo”.

Le previsioni aggiornate sull’inflazione sono al centro dell’attenzione anche di Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO. “La nostra previsione di riferimento vede ancora l’inflazione tornare al target alla fine del 2022 e il primo rialzo dei tassi della FED nel 2023 – spiega – Tuttavia, abbiamo ulteriormente innalzato le nostre previsioni relative all’inflazione a causa di un uragano e di ulteriori interruzioni della catena di approvvigionamento in Cina, e ora ci aspettiamo che l’inflazione rimanga elevata fino al terzo trimestre del prossimo anno. Questo periodo più lungo di elevata inflazione aumenta i rischi che le aspettative di inflazione a più lungo termine aumentino anch’esse – qualcosa che la FED vorrà evitare”.

L’attenzione sarà inoltre posta sulle comunicazioni che riguardano l’aumento dei tassi. “Nella conferenza stampa, Powell dovrà trovare un equilibrio tra l’aggressivo riprezzamento dei mercati monetari, che ora si aspettano il rialzo entro la fine del secondo trimestre e prevedono due rialzi dei tassi il prossimo anno, e il fatto che alla riunione di settembre il FOMC si è diviso esattemente a metà sull’idea di un unico aumento dei tassi nel 2022 – commenta Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments – La grande incertezza, in particolare sull’inflazione, non consentirà al Presidente Powell di ignorare troppo i segnali di mercato, ma ribadirà che qualsiasi decisione sui tassi rimane prematura“.

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