Febbre da spread: differenziale BTP-Bund tocca 260 punti

(Teleborsa) – E’ stata una giornata da dimenticare quella di ieri per i mercati finanziari che hanno pagato l’impatto di una incertezza politica bruciando oltre 60 miliardi di euro di capitalizzazione ed azzerando i guadagni da inizio 2018, nel giro di un paio di settimane.

L’indice FTSE MIB di Piazza Affari è tornato sotto la soglia dei 22 mila punti sull’avvitarsi della crisi politica italiana, con le banche che hanno pagato il costo più alto.

SPREAD GIÀ OLTRE 250 PUNTI IN AVVIO.

La tensione si tocca con mano tanto che il differenziale (spread) tra il BTP italiano e il Bund tedesco dopo aver segnato in avvio 250 punti a fronte dei 233 punti toccati la vigilia, è volato fino a 260 punti. Il rendimento del titolo decennale tricolore sale al 2,90% a testimonianza del crescere del “rischio Paese” collegato alla situazione economico-politica. 

Anche l’indicazione al rialzo dei CDS – (credit default swap) che in qualche modo approssimano una scommessa sul default di un Paese dimostrano l’alta tensione. Il CDS dell’Italia a 5 anni, reduce da nuovi picchi la scorsa settimana, si è attestato a 117,74.

Pesante inoltre l’impatto sull’euro, scivolato la vigilia ai minimi di sei mesi contro il dollaro. Oggi la valuta, buca al ribasso la soglia degli 1,16 dollari, arrivando fino al bottom intraday di 1,1585 dollari. Una riprova che la crisi italiana sta e potrebbe ancora contaminare il resto dell’Eurozona.

E’ quindi corsa contro il tempo. La priorità, visto che almeno per ora un governo M5S-Lega non si farà, è avere un governo che riesca a disinnescare le clausole di salvaguardia ed evitare l’aumento dell’IVA: in assenza di un esecutivo, scatterà dal 1° gennaio del 2019.

Febbre da spread: differenziale BTP-Bund tocca 260 punti