FCA, infondata la causa promossa da GM

(Teleborsa) – Fiat Chrysler Automobiles (FCA) non ci sta e conferma che si difenderà con tutte le forze dalla causa promossa ieri (20 novembre 2019) da General Motors. In particolare, GM accusa l’ex AD Sergio Marchionne, morto lo scorso anno, di aver autorizzato tangenti per corrompere funzionari del potente sindacato dei metalmeccanici statunitensi durante le trattative sul rinnovo contratto di lavoro fra UAW e le tre case di Detroit fra il 2009 e il 2015, al fine di ottenere un vantaggio sul fronte del costo del lavoro, indebolire un concorrente e forzare la fusione con Chrysler.

La casa automobilistica italo-americana, si legge in una nota, “è convinta che le accuse mosse da General Motors non siano altro che un tentativo senza basi di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società.

Questa sconcertante manovra viene in un momento in cui FCA sta dimostrando di essere un concorrente sempre più forte e continua a creare importante valore per tutti i suoi stakeholders, implementando con successo la propria strategia di lungo periodo. Ciò comprende il suo piano di fondersi con PSA, che per parte sua ha completato con successo il risanamento delle attività europee che ha recentemente acquistato dalla General Motors.

FCA, prosegue il comunicato, si occuperà di questo straordinario tentativo di creare un diversivo nei modi dovuti e continuerà a concentrarsi sul produrre risultati record e realizzare la sua entusiasmante visione del futuro dell’industria automobilistica. FCA ha fiducia che prevarrà nel difendersi da queste accuse in tribunale e intende avvalersi di tutte le tutele disponibili in risposta a questa causa senza fondamento“.

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